Crowdfunding: trend e regole di uno strumento molto social

27-05-2021 | News

crowdfunding

Il 2020 ha fatto registrare un aumento significativo del crowdfunding in Italia: +90% per quanto riguarda il settore equity. Con il mondo chiuso in casa a causa del lockdown, le campagne social a sostegno di iniziative, progetti imprenditoriali o cause benefiche hanno raccolto milioni di euro in tempi record, dando prova anche della maturità della piattaforme nel gestire un successo di pubblico simile. L’Italia, che è stato paese precursore per quel che riguarda il crowdfunding con il regolamento Consob del 2013, ha assistito a una raccolta complessiva di quasi 340 milioni di euro (la cifra è stata ripresa dal report annuale di Starteed). I record di crowdfunding vengono battuti anno dopo anno, a testimonianza dell’efficacia e dell’attrattività di uno strumento che piace a grandi e piccoli (o addirittura micro) investitori. Per agevolare questo ecosistema lo scorso anno è stato dunque approvato il nuovo Regolamento Ue sui servizi di crowdfunding che stabilisce una disciplina minima comune per allineare tutti i paesi e favorire l’internazionalizzazione delle campagne.

Crowdfunding: cosa dice il nuovo regolamento UE

Approvato nell’ottobre 2020, il regolamento entrerà in vigore soltanto nei prossimi mesi e permetterà alle piattaforme di crowdfunding di attivare campagne di raccolta ovunque in Europa. Come si legge su Agenda Digitale, gli utenti potranno inoltre investire anche attraverso piattaforme europee che accedano al mercato di riferimento dell’investitore. Tuttavia un aspetto limitante della nuova cornice normativa per il crowdfunding in Italia è dettato dal tetto massimo di raccolta: 5 milioni di euro. Di recente, nel nostro paese, alcune campagne hanno sfiorato il limite di raccolta fissato a 8 milioni di euro da regolamento Consob. Il Ceo di Backtowork Alberto Bassi ha commentato così: «L’abbassamento della cifra massima potrebbe rivelarsi un limite in relazione a campagne di raccolta importanti fatte con il supporto del private banking».

Al netto di questa situazione, l’apertura a nuove opportunità e a nuovi mercati rappresenta un’occasione preziosa per le startup, le aziende e tutte quelle iniziative imprenditoriali italiane che guardano al crowdfunding come a una fonte di finanziamento fondamentale nel loro percorso di crescita. Da quando ha avviato la propria rilevazione annuale Starteed ha calcolato che in Italia il settore ha registrato complessivamente oltre 778 milioni di euro raccolti. «Anche per il 2021 le aspettative sono alte – si legge sul sito ufficiale dell’istituto – Il crowdfunding si è dimostrato uno strumento utile che resiste agli imprevisti di un contesto economico e sociale in forte evoluzione. La speranza risiede anche in una maggiore consapevolezza e tendenza al dono da parte di italiani che nel 2020 hanno per la prima volta contribuito ad una campagna di crowdfunding, grazie ad una forte sensibilizzazione data dal contesto di emergenza».

Crowdfunding per la ripresa

Tra le notizie che hanno fatto più presa sull’opinione pubblica nell’ultimo anno legate al crowdfunding ci sono state le raccolte fondi per opere benefiche. Nel 2020, ad esempio, il rapper Fedez e l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni avevano lanciato una campagna per destinare fondi al Ospedale San Raffaele di Milano (quasi 5 milioni di euro donati) in uno dei momenti più drammatici dell’epidemia. Nel 2021, con la crisi sanitaria che sembra sulla via della soluzione definitiva, il crowdfunding può ancora essere utile per tutti quei settori messi in crisi dai lockdown. 

Condividi questo contenuto su: