Le studentesse italiane sono sempre più STEM

17-03-2025 | News

Ma il rapporto CNEL in collaborazione con l’Istat evidenzia che le donne ai vertici aziendali e nelle istituzioni sono ancora poche

Qualche luce si vede, ma per quanto riguarda la situazione delle donne in Italia le ombre sono ancora tante. Lo dice una ricerca realizzata dal Cnel, in collaborazione con l’Istat. Il tasso di occupazione femminile è ancora uno dei più bassi dell’Unione Europea, sotto di 12,6 punti rispetto alla media Ue. Purtroppo, ci sono molte disparità anche a livello geografico, con le regioni del Sud che sono meno rispetto al Nord.

Il differenziale di genere fra le retribuzioni è un altro dei temi più monitorati. Quello italiano è del 5,6%: la retribuzione oraria media maschile è pari a 16,8 euro e quella femminile a 15,9 euro. La media europea è del 14,8% e ci sono alcuni Paesi, fra cui Austria e Germania, dove sfiora il 20%. Questo divario, però tende ad ampliarsi fra i laureati.

Powerful. Young caucasian business woman in modern office with team. Meeting, tasks giving. Women in front-office working. Concept of finance, business, girl power, inclusion, diversity, feminism.

Un’altra buona notizia è data dal mondo dell’istruzione. Le ragazze che scelgono di continuare gli studi dopo il diploma e fare l’università, negli ultimi cinque anni, è aumentato del 12%. Se i percorsi umanistici rimangono ancora i preferiti, In ambito STEM (science, technology, engineering and mathematics), la percentuale delle donne che in Italia sceglie queste discipline risulta pari al 39,2%. Un dato che è ben superiore alla media europea che si aggira attorno al 33,6%. Sempre in ambito STEM, la percentuale delle donne che consegue il dottorato di ricerca in Italia supera il 42%, un valore maggiore di oltre 5 punti percentuali rispetto alla media europea che è del 37% circa.

Il divario di genere si allarga gradualmente all’interno delle carriere accademiche. Dei 76.741 docenti e ricercatori le donne rappresentano complessivamente il 41,6%. E aumenta al raggiungimento dell’apice della carriera: tra i professori ordinari si contano 37 donne ogni 100 uomini.

La Legge 120 Golfo-Mosca, comunemente ribattezzata sulle ‘quote rosa’, approvata il 28 giugno 2011, rappresenta una pietra miliare per l’uguaglianza di genere in Italia, non solo per i suoi effetti diretti, ma anche per il cambiamento culturale che ha saputo innescare. Grazie al provvedimento, le donne sono passate dal 10% di presenza nei consigli di amministrazione di società quotate in borsa nel 2011, a circa il 40% odierno. L’approvazione della Golfo-Mosca ha provocato una reazione a catena che ha comportato una maggiore presenza femminile non solo nei ruoli di potere e in Parlamento, ma anche in realtà private, fondazioni ed eventi culturali. Segno che a volte, con l’input giusto, possa dare vita a un cambiamento culturale.

Certo, rimane un soffitto di cristallo da abbattere. Sempre lo studio Cnel-Istat, le parlamentari donne sono ancora solo il 33,6%, la quota di donne elette nei consigli regionali si ferma al 24,5%. Per quel che riguarda le imprese, solo il 28,8% è a conduzione femminile. Un ‘soffitto di cristallo’ che deve ancora essere sfondato

Condividi questo contenuto su:

Con il sostegno di