Mondiali di calcio: per l’AI vince la Francia

9-07-2026 | News

Algoritmi scatenati per prevedere chi si aggiudicherà la Coppa del Mondo

Con l’avanzare della fase a eliminazione diretta dei Mondiali 2026, anche l’intelligenza artificiale aggiorna i propri pronostici. Il riferimento più utilizzato dagli analisti è il supercomputer di Opta, che simula il torneo 25.000 volte incrociando dati storici, ranking, statistiche individuali e collettive, forma recente, valore delle rose e probabilità di ogni singola partita. 

Dopo gli ottavi di finale, il quadro è cambiato sensibilmente. La Francia è diventata la principale favorita per la conquista del titolo, con una probabilità di vittoria superiore al 30% secondo le ultime simulazioni. Alle sue spalle si collocano Spagna e Argentina, mentre Inghilterra, Norvegia, Marocco, Belgio e Svizzera completano il quadro delle otto superstiti. 

Immagine da Magnific

Le simulazioni attribuiscono ai Bleus anche oltre l’86% di possibilità di superare il Marocco nei quarti di finale, una percentuale che evidenzia il divario statistico tra le due nazionali, almeno sulla carta. Molto più equilibrata, invece, la sfida tra Spagna e Belgio, mentre Argentina e Inghilterra restano le principali candidate a raggiungere l’altra semifinale. 

Ma i Mondiali stanno dimostrando, ancora una volta, quanto sia difficile trasformare i dati in certezze. Lo stesso torneo è stato caratterizzato da eliminazioni eccellenti che pochi modelli avevano previsto: Brasile, Germania, Portogallo e Olanda sono uscite prima del previsto, costringendo gli algoritmi a ricalibrare continuamente le probabilità. Le simulazioni, infatti, non “predicono” il futuro: calcolano semplicemente lo scenario più probabile sulla base delle informazioni disponibili in quel momento. 

È proprio questo il limite dell’AI applicata allo sport. L’accuratezza dei modelli nel prevedere il risultato di una singola partita resta generalmente compresa tra il 50% e il 60%: migliore del caso, ma ancora lontana da una certezza. Espulsioni, episodi arbitrali, infortuni, rigori e fattori psicologici continuano a rappresentare variabili difficilmente quantificabili. 

Per questo gli algoritmi sono diventati uno strumento prezioso per stimare tendenze e probabilità, ma non possono sostituire l’imprevedibilità che rende unico il calcio. E forse è proprio questa la buona notizia: almeno per ora, neppure l’intelligenza artificiale è riuscita a togliere ai Mondiali la loro capacità di sorprendere.

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