AI, Bill Gates lancia l’allarme

27-08-2026 | News

Il cofondatore di Microsoft avvisa: è pericolosa

L’intelligenza artificiale è pericolosa e se lo dice Bill Gates vale la pena di crederci. Secondo il cofondatore di Microsoft, la tecnologia corre più velocemente della capacità della politica di governarla. E questa volta a lanciare l’allarme non è uno dei tradizionali critici della rivoluzione tecnologica, ma Bill Gates. Il suo parere è ancora più interessante perché per anni è stato tra i più convinti sostenitori delle opportunità offerte dall’IA, avverte che i rischi per l’occupazione, la sicurezza e, in ultima analisi, per la stessa vita umana sono stati sottovalutati. Affrontarli, sostiene, dovrebbe diventare una «priorità assoluta a livello mondiale».

Il primo terreno è quello del lavoro. Gates richiama il precedente della Grande Depressione, quando nel 1933 la disoccupazione americana raggiunse il 25%. L’impatto dell’IA potrebbe non produrre percentuali analoghe, osserva, ma presenta una differenza sostanziale: non sarebbe legato a un ciclo economico destinato prima o poi a esaurirsi. Molti posti di lavoro potrebbero scomparire definitivamente. Gates arriva così a ipotizzare che una quota delle attività oggi esistenti, fino al 40%, venga deliberatamente riservata agli esseri umani, soprattutto nei settori nei quali il rapporto personale rappresenta un valore non sostituibile dalla macchina.

Immagine da Magnific

Ma l’accusa più pesante riguarda la Silicon Valley. Secondo Gates, le grandi aziende tecnologiche sarebbero molto più preoccupate di quanto lascino intendere pubblicamente. Chi conosce da vicino la velocità con cui i sistemi stanno migliorando, sostiene, teme scenari difficili da controllare, ma evita di parlarne apertamente perché sono in gioco investimenti da miliardi di dollari. L’IA, ammette lo stesso Gates, ha superato le sue aspettative e alcuni segnali che un tempo avrebbero imposto maggiore cautela sono stati sostanzialmente ignorati.

Da qui la richiesta di passare dall’autoregolamentazione a una vera governance internazionale. Gates punta anche a incontrare Xi Jinping entro la fine dell’anno e ritiene indispensabile un’intesa tra Stati Uniti e Cina per limitare la diffusione dei modelli più pericolosi. Tra le ipotesi c’è un organismo internazionale sul modello delle strutture create per la sicurezza nucleare e dell’aviazione civile, capace di controllare soprattutto le applicazioni dell’IA nel campo biologico e della cybersecurity. Il punto, per Gates, non è fermare l’innovazione. È evitare che una tecnologia destinata a cambiare quasi ogni aspetto della vita umana si sviluppi mentre governi e istituzioni continuano a inseguirla.

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