Imprese italiane sempre più ‘intelligenti’

19-01-2026 | News

Lo dice un’indagine dell’ufficio studi della CNA

Un terzo delle PMI usa l’Intelligenza Artificiale e ha avviato una vera e propria rivoluzione digitale. A dirlo è un’indagine promossa dall’Area studi e ricerche della CNA e realizzata su oltre 2.500 imprese. Da questa, si legge chiaramente che il 35,6% delle piccole realtà italiane utilizza almeno uno strumento di IA nelle proprie attività.

La rilevazione non solo fotografa l’adozione tecnologica, ma registra anche un sentiment complessivamente positivo verso queste tecnologie, indipendentemente dall’età dei titolari. Perfino tra gli imprenditori più anziani emerge una maggioranza che considera l’intelligenza artificiale come una risorsa concreta per migliorare efficienza e competitività.

Immagine ha Freepik

Tra le aziende intervistate, il 16,4% dichiara di utilizzare un solo strumento di IA, mentre il 19,2% ne ha adottati due o più. Un ulteriore 15,4% del campione ha dichiarato di essere in fase di valutazione per un’adozione futura, segno che la diffusione della tecnologia è tutt’altro che statica.

I benefici che le imprese riconoscono all’IA sono molteplici. In cima alla lista c’è il risparmio di tempo, indicato come il vantaggio principale da una larga parte degli intervistati. Seguono la riduzione degli errori e l’eliminazione di compiti ripetitivi, elementi che consentono di liberare risorse umane per attività più strategiche. Oltre un quarto delle imprese segnala anche un aumento della competitività, mentre una quota significativa ritiene che l’adozione di IA abbia aperto la strada all’innovazione di prodotto o di processo.

Non mancano però gli ostacoli: la difficoltà principale riguarda la comprensione di quali strumenti siano realmente utili per il proprio business e la carenza di competenze interne. Più di metà del campione ritiene critico capire come integrare l’IA in modo efficace, e oltre il 40% rileva una mancanza di competenze adeguate in azienda. Anche questioni come costi di implementazione, sicurezza dei dati e integrazione con sistemi esistenti pesano sull’adozione, sebbene in misura inferiore rispetto alle sfide legate alla conoscenza.

Il quadro che emerge è quindi duplice: da un lato c’è una crescente consapevolezza e fiducia nelle tecnologie artificiali come strumenti utili e concreti; dall’altro, permangono lacune formative e culturali che frenano una diffusione ancora più ampia. La maggioranza delle imprese intervistate ha espresso interesse per formazione specialistica e supporto consulenziale, indicando che la spinta verso l’innovazione sarà tanto più forte quanto più saranno disponibili competenze e percorsi di accompagnamento.

In sintesi, l’adozione di IA nelle micro e piccole imprese italiane è oggi una realtà in crescita, favorita da un sentiment positivo e da risultati tangibili sul campo, ma resta legata alla capacità delle aziende di colmare il gap di conoscenze e competenze necessarie per sfruttare al massimo le opportunità offerte dalle tecnologie emergenti.

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