NurAI è una piattaforma di AI creata per fare conoscere i principi della legge islamica
Mangia, prega, ama aiutato dall’AI. In Malesia è nato NurAI, un nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato per rispondere alle esigenze della comunità musulmana. Si tratta di un chatbot progettato per fornire informazioni e assistenza nel pieno rispetto dei principi della Shariah, la legge islamica che regola aspetti religiosi, sociali, giuridici ed economici della vita quotidiana. L’idea alla base di NurAI è colmare un vuoto lasciato dai modelli di AI di matrice occidentale o cinese, che spesso non tengono conto della sensibilità culturale e religiosa di un pubblico musulmano. NurAI sarà disponibile con un modello freemium: una versione gratuita per il grande pubblico e piani a pagamento che daranno accesso a funzioni avanzate e a tempi di risposta più rapidi. Sono previsti diversi livelli di abbonamento, pensati sia per l’uso personale sia per quello professionale o istituzionale.

Il sistema supporta più lingue, tra cui malese, indonesiano, arabo e inglese, per raggiungere comunità musulmane in diverse aree geografiche. Tra le funzioni future sono previsti avatar digitali di studiosi islamici, in grado di fornire consulenze dettagliate su temi religiosi, sanitari e finanziari. L’obiettivo a lungo termine è duplice: da un lato, esportare il servizio in altri paesi a maggioranza musulmana, dal Medio Oriente all’Africa; dall’altro, integrarlo in settori strategici come l’amministrazione della giustizia basata sulla Shariah, per supportare i tribunali e ridurre i tempi delle procedure. NurAI rappresenta un esempio di come l’intelligenza artificiale possa essere localizzata e adattata a un contesto culturale e normativo specifico, coniugando tecnologia avanzata e valori religiosi, ma che deve anche fare riflettere sul rischio radicalizzazione.



