L’AI ’spegne’ il nostro cervello?

23-06-2025 | News

Uno studio del MIT Media Lab si interroga sulle conseguenze del ’debito cognitivo’

Un utilizzo eccessivo dell’AI può avere ripercussioni sul nostro cervello? In America il problema se lo stanno ponendo. Uno studio condotto dal MIT Media Lab ha sollevato un allarme sulla dipendenza crescente dall’intelligenza artificiale nei processi di scrittura e pensiero. Il team, guidato dalla ricercatrice Nataliya Kos’myna, ha coinvolto 54 studenti universitari divisi in tre gruppi: uno ha scritto i saggi senza alcun aiuto, uno ha usato un motore di ricerca (come Google), e uno ha utilizzato esclusivamente ChatGPT. Durante il test, i ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale con un casco EEG, valutando nel contempo la qualità dei testi prodotti e la capacità degli studenti di ricordare ciò che avevano scritto.

I risultati sono netti: chi ha scritto “a mente” mostrava maggiore attivazione cerebrale, testi più originali e una memoria più solida. Al contrario, chi ha usato ChatGPT presentava un’attività cerebrale significativamente ridotta, minore coinvolgimento mentale, difficoltà a ricordare i contenuti appena prodotti e testi meno creativi. Anche chi ha usato Google mostrava un’attività intermedia. Nella fase finale dello studio, alcuni studenti sono passati da ChatGPT alla scrittura autonoma, ma il loro cervello non è tornato ai livelli di attivazione iniziali: secondo i ricercatori, questo dimostra l’esistenza di un “debito cognitivo”, ovvero un effetto collaterale dell’affidarsi troppo spesso all’AI. In sintesi, risparmiare sforzo mentale nel breve periodo rischia di compromettere, nel lungo termine, memoria, capacità critica e creatività. L’intelligenza artificiale non va demonizzata, precisano gli autori, ma nemmeno usata come stampella permanente: bisogna integrarla con intelligenza e cautela, evitando che sostituisca il pensiero umano. Lo studio, ancora in fase preliminare e pubblicato in versione preprint su arXiv, offre un primo spunto di riflessione su come cambia il nostro cervello quando deleghiamo alla macchina il lavoro più impegnativo. Il rischio è che l’AI ci sollevi dal pensare, ma ci lasci mentalmente più fragili.

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