Il 22 aprile torna la Giornata Mondiale della Terra
È la nostra casa comune, ma la dovremmo trattare molto meglio, soprattutto pensando alle prossime generazioni. Il 22 aprile 2025 si celebra la Giornata Mondiale della Terra, un appuntamento che coinvolge oltre un miliardo di persone in più di 190 Paesi. La ricorrenza è nata nel 1970 grazie all’iniziativa del senatore statunitense Gaylord Nelson. Oggi rappresenta un’occasione globale per riflettere sull’ambiente e sull’impatto delle attività umane sul pianeta. Il tema scelto per quest’anno pone l’accento sull’iniziativa e la proattività.: “Il nostro potere, il nostro pianeta”. Un invito, concreto e accorato all’azione collettiva per accelerare la transizione energetica e proteggere gli ecosistemi, con l’obiettivo di triplicare la produzione mondiale di energia rinnovabile entro il 2030.

Ormai si tratta di una scelta non più rimandabile. I dati parlano di un Paese sempre più sotto pressione. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di 1,6 °C superiore ai livelli preindustriali, superando per la prima volta il limite di 1,5 °C indicato dall’Accordo di Parigi. Le concentrazioni atmosferiche di gas serra, come CO₂, metano e protossido di azoto, hanno raggiunto nuovi massimi storici. L’inquinamento da plastica è ormai presente in ogni angolo del pianeta: secondo Earth.org, il 91% della plastica prodotta non viene riciclata e milioni di tonnellate finiscono ogni anno negli oceani, mettendo a rischio la fauna marina e contaminando anche la catena alimentare umana.
Un’altra emergenza ambientale è rappresentata dalla deforestazione, che continua a ritmi sostenuti in Paesi come Brasile, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo. La perdita di foreste, spesso causata dall’agricoltura intensiva e dall’estrazione di materie prime, riduce la capacità del pianeta di assorbire CO₂ e contribuisce all’erosione della biodiversità. In parallelo, i fenomeni meteorologici estremi si fanno sempre più frequenti: alluvioni, ondate di calore, siccità prolungate colpiscono con forza crescente diverse regioni del mondo, esacerbando disuguaglianze e tensioni sociali.

Nonostante la crescente consapevolezza del problema, l’impegno individuale sembra in calo. Un recente sondaggio di Ipsos ha rilevato che, pur essendo aumentata la preoccupazione per il cambiamento climatico, le persone nei Paesi industrializzati sono meno inclini ad adottare comportamenti sostenibili rispetto al passato. Questa discrepanza tra sapere e agire rappresenta una delle sfide principali della nostra epoca.
Aziende come Apple hanno annunciato di aver ridotto del 60% le proprie emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 2015 e di puntare alla neutralità carbonica entro il 2030. L’Unione Europea ha introdotto nuove normative per ridurre la deforestazione legata alle importazioni, rafforzando i controlli su prodotti come soia, carne e olio di palma. Nel mondo cresce anche il numero di città che investono in trasporti pubblici elettrici, piste ciclabili e soluzioni di economia circolare.
La Giornata della Terra ci ricorda che ogni azione conta, e che il cambiamento può partire da scelte quotidiane: preferire prodotti locali e di stagione, ridurre l’uso di plastica monouso, limitare gli sprechi, sostenere politiche ambientali ambiziose. Non si tratta più di una questione solo ecologica, ma anche economica, sociale e sanitaria. In un mondo segnato da crisi multiple, la tutela dell’ambiente diventa il fondamento per costruire un futuro più giusto e sicuro per tutti.




