Il terzo rapporto del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS) evidenzia un aumento delle minacce
L’ombra della guerra non lineare russa e cinese si allunga sempre di più sull’Europa. A dirlo è il servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS), che nel suo terzo rapporto pubblicato a marzo 2025, ha denunciato con forza la crescente minaccia rappresentata dalla Manipolazione e Interferenza Straniera dell’Informazione (FIMI), un fenomeno che coinvolge regimi autoritari come Russia e Cina e che, secondo il documento, si è intensificato notevolmente nel corso del 2024.
La FIMI è definita come un insieme di attività coordinate, intenzionalmente manipolative e per lo più non illegali, finalizzate a destabilizzare le democrazie, influenzare l’opinione pubblica e minare la fiducia nelle istituzioni. Queste operazioni si intrecciano sempre più con strategie ibride, che combinano strumenti digitali, azioni sul terreno e persino sanzioni economiche o pressioni legali.

Tra novembre 2023 e novembre 2024, l’EEAS ha rilevato 505 incidenti di FIMI in 90 paesi, coinvolgendo 38.000 canali digitali su 25 piattaforme diverse. La rete più attiva si conferma quella russa, seguita da quella cinese. La Russia ha colpito in particolare l’Ucraina, ma anche Francia, Germania e Africa, mentre la Cina ha concentrato i suoi sforzi su Taiwan e sull’espansione della sua narrativa in Africa e Sud-est asiatico.
Una caratteristica preoccupante è l’uso sempre più sofisticato di intelligenza artificiale, bot network e impersonificazione di media o personalità politiche. La campagna “Doppelgänger”, ad esempio, ha visto la creazione di siti falsi che imitavano fonti giornalistiche reali, contribuendo a diffondere disinformazione su larga scala.

Le elezioni sono tra gli obiettivi privilegiati: solo durante le europee del 2024, si sono registrati 42 tentativi di interferenza da parte della Russia. Le operazioni seguono uno schema ricorrente: infiltrazione preventiva, picco di attività prima del voto, e campagna post-elettorale per minare la fiducia nel risultato.
La risposta dell’UE passa anche dal rafforzamento della collaborazione con partner internazionali come NATO e G7. L’obiettivo dichiarato è duplice: proteggere lo spazio informativo europeo e sostenere la resilienza democratica nei paesi candidati all’ingresso nell’UE.
Il rapporto si chiude con un messaggio chiaro: serve un approccio sistemico e anticipatorio. Occorre rafforzare le capacità di analisi, attribuzione e reazione, anche attraverso strumenti innovativi come la FIMI Matrix, per evitare che queste campagne di disinformazione intacchino la coesione sociale e la stabilità istituzionale.





