Per negozi con l’AI

22-09-2025 | News

Sempre più applicazioni promettono un’esperienza di shopping nuova, ma occhio agli effetti collaterali

L’AI è sempre più pervasiva ed è già entrata in tanti aspetti delle nostre vite. Mancava solo che rivoluzionasse anche il nostro modo di fare shopping…ed eccolo qui! Da adesso, basterà fare la foto di un capo che ci interessa e finirà subito non nel camerino e nemmeno alla cassa, ma nel carrelli di Amazon. Si tratta dell’ultima novità in casa Bezos. Si chiama Amazon Lens Live, ed è una funzione per il momento disponibile solo negli Stati Uniti. La sua particolarità è che sfrutta l’intelligenza artificiale per riconoscere il prodotto osservato e collegarlo all’ecosistema Amazon. Grazie a Rufus, l’assistente AI dell’azienda, è possibile anche ottenere schede informative e recensioni, rendendo la scelta d’acquisto immediata e guidata.

Altre piattaforme si stanno attrezzando in modo analogo. Google Lens o Pinterest Lens hanno già reso possibile la ricerca visuale, permettendo di risalire a un oggetto attraverso una semplice foto. La differenza è che oggi queste tecnologie si integrano sempre di più con il commercio online, eliminando passaggi e incertezze: vedo, riconosco, compro.

Immagine da Freepik

L’obiettivo è evidente: offrire comodità, ridurre errori e delusioni, soprattutto in settori dove l’acquisto “a scatola chiusa” è più rischioso, come l’abbigliamento. Il reso non basta: è scomodo per chi compra e costoso per chi vende. Per questo, stanno prendendo sempre più piede i sistemi di Virtual Try-On, ovvero le “prove virtuali”: basta caricare una propria foto e l’AI mostra come il capo scelto apparirebbe indossato. Google, ad esempio, ha introdotto quest’anno una funzione simile in AI Mode; un’altra proposta è Doppl, applicazione dei Google Labs che anima un modello virtuale del nostro corpo vestendolo con l’abito desiderato. Per ora sono test disponibili solo negli Stati Uniti, ma fanno chiaramente capire come lo shopping stia cambiando e come i negozi dovranno adeguarsi a questa ennesima rivoluzione.

Ma la sfida tecnologica è molto complessa e ha implicazioni giuridiche per le quali in Europa queste app potrebbero arrivare in forma ‘edulcorata’. Ci sono di mezzo infatti tutti i problemi connessi alla privacy, alla profilazione e alla tutela dei lavoratori.

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