Sanità digitale, una svolta non più rimandabile

2-02-2026 | News

La sua implementazione ridurrebbe i le mancanze strutturali

La sanità digitale viene spesso descritta come una svolta tecnologica, ma oggi il tema è più concreto: può diventare uno strumento per reggere l’urto dei numeri reali del sistema sanitario, tra accesso alle cure sempre più difficile e costi in crescita. È quanto emerso nel dibattito su governance, standard e interoperabilità, perché senza regole comuni il digitale rischia di moltiplicare piattaforme e progetti “a silos”, incapaci di produrre risultati misurabili.

Il contesto è già carico di segnali d’allarme. Nel 2024 il 9,9% degli italiani ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una visita o esame diagnostico: circa 5,8 milioni di persone, in aumento rispetto ai 4,5 milioni del 2023. La causa principale restano le liste d’attesa (6,8%), seguite da ostacoli economici e logistici. 

Immagine da Freepik

Sul fronte dell’emergenza-urgenza, la pressione sugli ospedali continua: nel 2024 gli accessi ai Pronto soccorso si avviavano a raggiungere quota 19 milioni entro fine anno, con un fenomeno che cresce nel 54% delle strutture monitorate: il “boarding”, cioè pazienti costretti a sostare in PS (spesso in barella) in attesa di un posto letto. 

Anche la spesa è un indicatore che spinge verso soluzioni strutturali. Secondo i dati OsMed, nel 2024 la spesa farmaceutica totale in Italia ha raggiunto 37,2 miliardi di euro, con un incremento del +2,8% rispetto al 2023. Di questa cifra, il 72% è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale, segnalando quanto il nodo sostenibilità sia legato non solo all’innovazione, ma alla governance e all’appropriatezza. 

In questo scenario, telemedicina e interoperabilità diventano pezzi essenziali: non semplici strumenti “extra”, ma leve organizzative per spostare assistenza verso il territorio e ridurre la pressione sugli ospedali. Il PNRR, su questo fronte, ha fissato un obiettivo netto: arrivare a 300.000 assistiti con servizi di telemedicina entro il 2025, dopo l’aumento delle risorse e dei target. 

La partita, dunque, non è tra “digitale sì o no”, ma tra digitale frammentato e digitale integrato: con standard comuni, condivisione dei dati, sicurezza e capacità di misurare impatti clinici ed economici. Perché, dentro questi numeri, ogni soluzione non scalabile rischia di restare solo una sperimentazione.

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