Quanto costa alle aziende non essere green

20-03-2025 | News

Un report di Bcg e del World Economic Forum evidenzia come il cambiamento climatico sia un danno per l’ambiente, ma anche per l’economia

Il cambiamento climatico è un danno non solo per l’ambiente, ma anche per le aziende. A dirlo è un report redatto da Bcg e il World Economic Forum, secondo il quale le aziende, grandi e piccole, si trovano sempre più esposte a rischi finanziari, operativi e reputazionali a causa di eventi climatici estremi. C’è chi si organizza e mette in campo strategie volte a reagire. Il problema è che sono ancora troppo pochi. Molti sottovalutano le conseguenze della mancata azione, rischiando di trovarsi impreparati di fronte a un mondo che cambia rapidamente.

Se non si agirà in modo deciso contro il riscaldamento globale, il PIL mondiale potrebbe subire una contrazione fino al 22% entro la fine del secolo. Per le imprese, questo significa affrontare costi sempre più alti legati alla manutenzione degli impianti, all’interruzione delle operazioni e alla volatilità dei mercati delle materie prime. Si stima che, in assenza di misure adeguate, alcune aziende potrebbero perdere fino al 25% del proprio margine operativo lordo nei prossimi vent’anni, una percentuale che può fare la differenza tra la sopravvivenza e il fallimento.

An aerial shot of industrial buildings in Bristol, England

I rischi climatici per le aziende si manifestano in due forme principali: i danni fisici e le difficoltà di transizione. I primi riguardano l’impatto diretto degli eventi meteorologici estremi sulle infrastrutture e sulle operazioni. Ad esempio, nel 2021, le inondazioni in Germania hanno causato danni per oltre 1,4 miliardi di dollari alla rete ferroviaria, mentre gli incendi in California hanno costretto la compagnia energetica PG&E a dichiarare bancarotta, con passività superiori ai 30 miliardi di dollari. Il settore agricolo, poi, è particolarmente vulnerabile: lunghi periodi di siccità o precipitazioni anomale riducono le rese, aumentano i costi e compromettono la sicurezza alimentare.

Oltre ai rischi fisici, le aziende devono affrontare le sfide legate alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Sempre più governi stanno introducendo regolamentazioni severe, come le tasse sul carbonio e i limiti alle emissioni, che possono incidere profondamente sui modelli di business. Settori altamente inquinanti, come l’acciaio, il cemento e la chimica, rischiano di vedere erosi i propri margini di profitto fino al 50% entro il 2030 se non si adatteranno alle nuove normative. Anche la pressione da parte degli investitori e dei consumatori è in aumento: le aziende che non dimostrano un impegno concreto nella sostenibilità rischiano di perdere valore sui mercati finanziari e di vedere compromessa la propria reputazione.

Se l’inazione comporta rischi significativi, investire nella sostenibilità si sta rivelando una scelta vincente. Molte imprese stanno già ottenendo vantaggi economici grazie a strategie mirate all’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e all’adozione di tecnologie pulite. Ridurre il consumo di energia e investire in fonti rinnovabili, ad esempio, può abbattere i costi operativi nel lungo periodo. Inoltre, la domanda di prodotti e servizi sostenibili è in crescita costante, aprendo nuove opportunità di mercato per chi è in grado di innovare. Alcuni studi dimostrano che gli investimenti in adattamento ai cambiamenti climatici possono generare ritorni fino a 19 volte superiori al capitale investito. Ogni dollaro speso oggi per prevenire i danni futuri può tradursi in risparmi significativi e in un vantaggio competitivo duraturo.

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Per affrontare questa sfida, le aziende devono rivedere il proprio approccio alla gestione del rischio climatico e integrarlo nelle strategie aziendali. La prima fase è la valutazione dei rischi, un processo che richiede un’analisi approfondita degli impatti potenziali del cambiamento climatico sulle operazioni e sugli asset aziendali. Segue la gestione del portafoglio, con investimenti mirati a rendere le attività più resilienti e sostenibili. Infine, è fondamentale monitorare e comunicare i progressi, sia per rassicurare gli investitori sia per consolidare il proprio posizionamento nel mercato.

L’inazione di fronte alla crisi climatica non è più un’opzione percorribile. Le aziende che continuano a ignorare i segnali di cambiamento rischiano di subire danni economici irreversibili, mentre chi sceglie di affrontare questa sfida con lungimiranza può trarne benefici concreti. La transizione ecologica non è solo una necessità ambientale, ma una straordinaria opportunità di crescita e innovazione. Chi saprà coglierla guiderà il futuro dell’economia globale.

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