Se l’AI inizia a dare fastidio

20-07-2026 | News

Aumentano le misure di sicurezza nei confronti dei dirigenti delle Big Tech

Fino a pochi anni fa erano quasi sconosciuti al grande pubblico. Oggi i dirigenti delle principali aziende che sviluppano l’intelligenza artificiale viaggiano con scorte private, rafforzano la sicurezza delle proprie abitazioni e investono milioni di dollari nella protezione personale. Un cambiamento che racconta meglio di qualsiasi sondaggio quanto l’IA sia ormai diventata uno dei temi più divisivi del nostro tempo.

Secondo diverse ricostruzioni pubblicate dalla stampa americana, società come OpenAI e Anthropic hanno aumentato in modo significativo le spese destinate alla sicurezza dei loro vertici. Non si tratta soltanto di proteggere informazioni riservate o segreti industriali. A preoccupare sono soprattutto le minacce rivolte direttamente alle persone che guidano queste aziende: intimidazioni online, lettere minatorie e, in alcuni casi, episodi che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ad aprile, per esempio, un uomo è riuscito a entrare nella sede di Anthropic a San Francisco consegnando una busta con minacce di morte rivolte a un dirigente dell’azienda. 

Immagine da Magnific

Il fenomeno riflette la crescente polarizzazione che accompagna l’intelligenza artificiale. Per alcuni rappresenta la più grande rivoluzione tecnologica dai tempi di Internet; per altri è una minaccia esistenziale per milioni di posti di lavoro, per la privacy, per la sicurezza e perfino per la democrazia. Più cresce l’impatto di questi sistemi, più aumenta la pressione su chi li sviluppa.

Non è la prima volta che i protagonisti dell’innovazione diventano bersaglio dell’opinione pubblica. Negli ultimi anni manager di grandi piattaforme digitali, dirigenti del settore sanitario durante la pandemia e amministratori di aziende energetiche hanno dovuto rafforzare le proprie misure di sicurezza. L’intelligenza artificiale porta però questo fenomeno su un piano diverso, perché concentra nelle mani di poche società un potere tecnologico senza precedenti.

I modelli di IA generativa sono ormai in grado di scrivere testi, produrre immagini, programmare software, analizzare dati e sostituire una parte crescente del lavoro cognitivo. Ogni nuovo progresso alimenta aspettative enormi ma anche paure profonde. La conseguenza è che i dirigenti delle aziende diventano il volto visibile di trasformazioni economiche e sociali che riguardano milioni di persone.

A rendere ancora più delicata la situazione contribuisce il clima di forte competizione tra Stati Uniti, Cina ed Europa. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione commerciale: è diventato un elemento della competizione geopolitica, con implicazioni militari, industriali e strategiche. Chi guida queste imprese non è più percepito soltanto come un imprenditore, ma come uno degli attori della nuova corsa globale alla supremazia tecnologica.

Le guardie del corpo, dunque, non sono soltanto un costo aggiuntivo nei bilanci delle aziende. Sono il simbolo di un cambiamento molto più profondo: l’intelligenza artificiale ha ormai superato i confini della tecnologia ed è entrata nel terreno della politica, dell’economia e del conflitto sociale. Quando gli ingegneri devono vivere come personalità sotto protezione, significa che l’innovazione non è più soltanto una promessa di progresso. È diventata una questione di potere. 

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