Oggi si replica a Brescia. Domani a Verona per parlare di manifattura
Parte con un grande successo la rassegna che porta al Festival del Futuro Education, che si terrà a Verona dal 26 al 29 novembre. La prima tappa è stata a Vicenza lo scorso 9 ottobre, con l’evento intitolato AI nella manifattura: responsabilità e opportunità. Esperti, filosofi e imprenditori hanno parlato della trasformazione dell’industria attraverso l’intelligenza artificiale.
Il pomeriggio è stato condotto dal condirettore del Giornale di Vicenza, Luca Ancetti. Dopo l’introduzione di Marino Smiderle, direttore del Giornale di Vicenza, e di Enrico Maggi, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alla digitalizzazione, è stato Marco Bentivogli (Base Italia) a toccare il nodo cruciale: la formazione. “Servono nuove skill per nuovi lavori — ha detto — e serve la capacità di dialogare con la tecnologia, non di subirla”. L’intelligenza artificiale, secondo Bentivogli, non sostituirà le persone, ma costringerà imprese e istituzioni a ripensare il modo in cui si produce valore.

Particolarmente ricco di spunti e riflessioni il talk L’intelligenza artificiale trasforma la fabbrica. Il dibattito, condotto da Cinzia Zuccon of the Vicenza newspaper, ha mostrato come l’AI possa potenziare, non sostituire, l’uomo. Un confronto proficuo, reso possibile anche all’alto livello degli ospiti in sala. Secondo Emanuele Frontoni, ordinario di informatica presso l’Università di Macerata e co-director del VRAI Lab, ‘L’intelligenza artificiale supporta, non sostituisce’, raccontando di algoritmi capaci di ridurre rimanenze di magazzino ma che ‘hanno comunque bisogno di persone in carne e ossa per funzionare’. Per Gianni Dal Pozzo, amministratore delegato di Considi (società Benefit), l’AI è un ‘copilota intelligente’ che segnala errori e ottimizza i processi. Ne è un esempio Officine Meccaniche BBM, nata dall’idea di Giacomo Bigolin. «Due anni e mezzo fa – ha raccontato -, partecipando a un convegno sul tema, sono stato colpito da una frase: l’intelligenza artificiale renderà più ricco chi la userà, sia economicamente che culturalmente. Chi non la userà o la userà male, invece, sarà sempre più povero, sia economicamente sia culturalmente. Avevo l’opportunità di fare un investimento nel momento in cui questo strumento stava crescendo: così abbiamo iniziato a studiare l’IA, fino a capire che ci serviva un mezzo che ci permettesse di mantenere informazioni, conoscenze e dati all’interno della nostra azienda. Continuiamo a fare saldature, lavorazioni meccaniche e montaggi medio-pesanti, ma nel frattempo abbiamo investito risorse umane ed economiche per creare un nostro LLM. Siamo arrivati al punto in cui ci chiedono di vendere anche questo prodotto». Infine, da Raffaele Consiglio, Segretario generale della Cisl di Vicenza, è arrivato l’appello a non cedere alla paura: «L’AI può aumentare la produttività se serve a valorizzare le abilità umane».

A chiudere il pomeriggio è stato Umberto Galimberti, con una riflessione di respiro più ampio e di grande ispirazione per la platea: “L’uomo nell’età della tecnica”. Il filosofo ha invitato a guardare all’intelligenza artificiale non solo come a una leva produttiva, ma come a un banco di prova etico e antropologico. “Ogni volta che deleghiamo una decisione a un algoritmo — ha ricordato — dobbiamo chiederci chi siamo, e che cosa vogliamo resti umano”.
Oggi si replicherà Brescia con lo stesso tema, ma oratori in parte diversi. Domani sarà la volta di Verona, dove si parlerà dell’impatto dell’AI nella logistica, trasporti, e-commerce e sostenibilità ambientale.
È possibile rivedere l’evento cliccando su questo link.





