Il ministro Valditara:
L’Italia scommette sull’AI. Parola di ministro: Durante la sua visita al Padiglione Italia di Expo 2025 a Osaka, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha ribadito un concetto chiave: l’intelligenza artificiale deve essere al servizio della scuola e dei docenti, non in loro sostituzione. L’IA può rappresentare uno strumento potente per personalizzare la didattica, individuare le difficoltà degli studenti e adattare i percorsi educativi alle esigenze di ciascuno, ma il cuore pulsante del sistema scolastico resta l’insegnante, con la sua capacità insostituibile di educare, ispirare, guidare. Il messaggio è stato lanciato in occasione della firma di un accordo con il Giappone per la cooperazione in ambito educativo e tecnologico, sottolineando come l’approccio italiano punti sull’innovazione, ma senza rinunciare alla dimensione umana della scuola.

In Italia è già in corso una sperimentazione in 15 istituti scolastici con assistenti virtuali basati su IA, pensati per supportare la personalizzazione della didattica. Si tratta di strumenti in grado di generare contenuti didattici su misura, correggere esercizi, suggerire attività calibrate sui bisogni degli studenti. Tuttavia, come ha chiarito Valditara, questi strumenti non hanno coscienza, empatia o valori: elementi fondamentali nell’educazione e prerogativa dell’essere umano. Proprio per questo motivo, la scuola italiana punta a un modello in cui l’IA sia complementare, e non alternativa, all’insegnamento. In questa prospettiva si inserisce anche il summit internazionale che si terrà a Napoli dal 9 al 13 ottobre 2025, interamente dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nella scuola. L’evento riunirà esperti, ricercatori e rappresentanti istituzionali per discutere le migliori pratiche e le sfide future. Parallelamente, il governo ha previsto importanti investimenti: 650 milioni di euro per l’orientamento e il contrasto ai divari di genere, 450 milioni per la formazione dei docenti, 2,1 miliardi per l’ammodernamento digitale delle scuole. La sfida è duplice: da un lato, formare insegnanti capaci di usare consapevolmente le nuove tecnologie; dall’altro, garantire a tutti gli studenti l’accesso a una didattica moderna, inclusiva e personalizzata. In questo quadro, Valditara ha rilanciato anche il ruolo dell’educazione civica, ritenuta fondamentale per aiutare i giovani a sviluppare un uso critico e responsabile dell’IA, distinguendo ciò che è frutto di un algoritmo da ciò che nasce dalla riflessione umana. Il futuro della scuola, secondo il ministro, passa da una sintesi virtuosa tra tradizione e innovazione: una scuola capace di educare le nuove generazioni all’uso degli strumenti digitali, senza perdere di vista il valore della relazione, della presenza e della coscienza. L’intelligenza artificiale potrà quindi contribuire a migliorare la qualità dell’insegnamento, ma sempre nel quadro di un’educazione guidata da persone, e non da macchine.





