Grande successo per il tradizionale appuntamento di Athesis legato all’economia del territorio
Nelle ultime due settimane il gruppo editoriale Athesis ha riportato al centro del dibattito economico del Nord Est il progetto Top 500, il ciclo di incontri e analisi dedicato alle principali imprese delle province di Verona, Vicenza, Mantova e Brescia. L’iniziativa, realizzata insieme a PwC e in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, si basa sulla tradizionale ricerca sui bilanci delle 500 aziende leader di ciascun territorio.
L’edizione 2026 si è sviluppata in un roadshow di quattro tappe tra il 4 e il 12 marzo, con incontri pubblici che hanno messo insieme imprenditori, economisti e analisti geopolitici per discutere le prospettive dell’economia europea e delle imprese locali in un contesto globale sempre più instabile.

Verona: l’Europa davanti alla nuova competizione globale
Il ciclo si è aperto il 4 marzo a Verona, all’Auditorium Verdi di Veronafiere. Tra i protagonisti dell’incontro l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, insieme all’analista geopolitico Dario Fabbri e all’economista Veronica De Romanis.
Il tema dell’edizione 2026 – “L’in-dipendenza dell’Europa” – ha guidato il dibattito: dalla sicurezza energetica alla competizione tecnologica, fino alla necessità per il continente di ridurre la dipendenza strategica da Stati Uniti e Asia. In questo quadro è emersa una preoccupazione condivisa tra imprese e analisti: la crescente instabilità geopolitica rischia di incidere sulla competitività delle filiere industriali europee.
Vicenza: imprese solide ma margini sotto pressione
La seconda tappa si è svolta il 5 marzo a Vicenza, al Centro diocesano Onisto. Qui il focus si è spostato più direttamente sul tessuto produttivo locale e sui risultati della ricerca sui bilanci delle aziende vicentine.
Dai dati emerge un quadro articolato: il fatturato delle principali imprese regge, ma la pressione sui margini aumenta a causa dei costi energetici, dell’incertezza internazionale e delle tensioni commerciali. Il dibattito ha quindi ruotato attorno alle strategie per rafforzare la competitività delle aziende in uno scenario globale in trasformazione.
Tra gli interventi più attesi quello di Fabbri, che ha collegato le prospettive delle imprese del Nord Est ai grandi dossier geopolitici del momento: dalla guerra in Ucraina al ritorno dei dazi e alle tensioni tra blocchi economici.
Un osservatorio sull’economia reale
Nel corso degli anni Top 500 è diventato un osservatorio privilegiato sull’economia reale del Nord Italia, combinando l’analisi dei bilanci aziendali con un confronto pubblico tra imprese, accademia e istituzioni. Il progetto è anche un format mediatico omnichannel: gli incontri vengono trasmessi in streaming e rilanciati sulle piattaforme digitali e televisive del gruppo editoriale.
L’edizione di quest’anno conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni: le imprese locali restano solide sul piano finanziario, ma devono confrontarsi con uno scenario internazionale sempre più instabile, in cui energia, tecnologia e materie prime diventano fattori strategici.
Proprio per questo il ciclo Top 500 continua a proporsi non solo come presentazione di dati economici, ma come luogo di riflessione sulle trasformazioni dell’economia europea e sul ruolo che i distretti industriali del Nord Est possono giocare nella nuova fase della globalizzazione.





