AI Act, scattano le nuove regole

3-08-2026 | News

Dal 2 agosto entrano in vigore le prime disposizioni dell’AI Act: multe fino al 7% del fatturato per chi non si adegua.

L’intelligenza artificiale entra in una nuova fase in Europa. Dopo mesi di preparazione, diventano infatti applicabili gran parte delle disposizioni dell’AI Act, il regolamento con cui l’Unione europea punta a disciplinare lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La novità più evidente riguarda la trasparenza: gli utenti dovranno poter sapere chiaramente quando stanno interagendo con un sistema di IA o quando un contenuto è stato generato o modificato artificialmente.

Le nuove regole interessano chatbot, assistenti virtuali, immagini, video, file audio e testi prodotti dall’intelligenza artificiale. Chi sviluppa o utilizza professionalmente questi sistemi dovrà informare gli utenti in modo esplicito, mentre i contenuti sintetici, in particolare i deepfake, dovranno essere identificabili anche attraverso strumenti tecnici come metadati o watermark digitali. L’obiettivo è ridurre il rischio che immagini, filmati o conversazioni generate artificialmente vengano scambiate per autentiche.

Immagine da Magnific

Non tutte le disposizioni dell’AI Act, però, entrano in vigore contemporaneamente. Nelle ultime settimane Bruxelles ha infatti deciso di rinviare alcune delle norme più gravose, soprattutto quelle relative ai sistemi di intelligenza artificiale classificati come “ad alto rischio”, per concedere alle imprese più tempo per adeguarsi. Restano invece operative le norme sulla trasparenza e il quadro sanzionatorio previsto dal regolamento.

Per le aziende il cambiamento non riguarda soltanto le grandi piattaforme tecnologiche. Anche le imprese che impiegano strumenti come ChatGPT, assistenti virtuali o software generativi nei processi aziendali dovranno verificare se ricadono negli obblighi previsti dalla normativa. Tra gli adempimenti richiesti figurano la mappatura dei sistemi di IA utilizzati, l’adozione di procedure interne di governance e la formazione del personale sul loro impiego.

In caso di violazioni, il regolamento prevede sanzioni particolarmente severe, che nei casi più gravi possono arrivare fino al 7% del fatturato mondiale annuo o a 35 milioni di euro, a seconda di quale importo sia più elevato. L’intenzione dell’Unione europea è quella di creare un mercato dell’intelligenza artificiale fondato sulla fiducia, cercando un equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti fondamentali.

L’AI Act rappresenta il primo tentativo organico al mondo di regolamentare l’intelligenza artificiale con un approccio basato sul rischio. La sfida, ora, sarà verificare se queste regole riusciranno a garantire maggiore trasparenza senza rallentare la competitività europea in un settore in cui Stati Uniti e Cina continuano a correre molto più velocemente.

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