Napoli sempre più ’smart’ grazie all’AI

9-04-2026 | News

La raccolta dei rifiuti verrà affidata a un gemello digitale che ne gestirà il ciclo

Napoli prova a cambiare passo sulla gestione dei rifiuti e lo fa puntando sull’intelligenza artificiale. Non è uno slogan: il progetto è stato approvato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e introduce un sistema digitale che promette di intervenire su uno dei nodi storici della città.

Il cuore dell’iniziativa è un “gemello digitale” del ciclo dei rifiuti, un modello capace di replicare in tempo reale ciò che accade sul territorio. In pratica, la raccolta smette di essere organizzata con giri fissi e diventa dinamica: i percorsi dei mezzi vengono adattati sulla base dei dati raccolti sul campo.

Immagine da Freepik

A raccoglierli sono gli stessi camion, dotati di telecamere e sensori. I dispositivi analizzano la qualità dei conferimenti, individuano abbandoni e segnalano anomalie. Le informazioni vengono poi elaborate da algoritmi che prevedono dove e quando intervenire. L’obiettivo è ridurre gli errori nella raccolta differenziata e tagliare i costi operativi.

Secondo le stime legate al progetto, l’efficienza potrebbe migliorare in modo significativo, con una riduzione dei costi legati alla cattiva gestione dei rifiuti fino al 20%. Un dato che, in una città dove il tema è da anni al centro del dibattito politico e delle emergenze, ha un peso evidente.

Il progetto coinvolge l’azienda pubblica Asia Napoli insieme a partner tecnologici e centri di ricerca. Non si tratta quindi solo di adottare strumenti esistenti, ma di sviluppare una piattaforma che potrebbe essere replicata anche altrove.

Sul piano operativo, i primi test riguardano l’uso di veicoli equipaggiati con sensori avanzati, in grado di riconoscere ostacoli e velocizzare le operazioni di raccolta. L’idea è ridurre i tempi di intervento e rendere più sicuro il lavoro degli operatori.

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio: Napoli sta cercando di costruire un modello di smart city in cui i dati diventano parte integrante della gestione urbana. I rifiuti, in questo senso, rappresentano uno dei banchi di prova più complessi.

Resta però il nodo dell’implementazione. Sistemi di questo tipo richiedono continuità amministrativa, integrazione tra enti e qualità dei dati. Senza questi elementi, il rischio è che la tecnologia resti una sperimentazione isolata.

Se invece il progetto entrerà davvero a regime, Napoli potrebbe trasformare uno dei suoi principali punti di debolezza in un terreno di innovazione. Con un passaggio chiaro: dalla gestione dell’emergenza alla gestione basata su previsione e controllo

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