Una mostra alla Fondazione Cini racconta come la Serenissima riuscì ad affrontare ben tre epidemie
Sarà anche stata Serenissima, ma i guai non le sono certo mancati. La sua grandezza sta anche nel come ha saputo affrontarli. Emergenze sanitarie incluse. Le vie dell’AI sono infinite e la Fondazione Cini ha utilizzato le nuove tecnologie per dare vita a una mostra immersiva, che racconta come la Repubblica riuscì a gestire nei secoli le grandi epidemie. Un viaggio nella storia che parte dalla peste nera del Trecento e arriva fino alle soglie dell’età contemporanea, svelando documenti, mappe, registri, pass sanitari d’epoca e testimonianze della macchina organizzativa messa in piedi dalla Repubblica per contenere la diffusione delle malattie.

Foto dal sito della Fondazione Cini
Venezia fu tra le prime città in Europa a dotarsi di strumenti sistematici per la prevenzione sanitaria. Istituì un’autorità pubblica dedicata alla salute, impose quarantene, costruì lazzaretti e sviluppò un vero sistema di tracciamento dei contagi. Un modello avanzato, fondato sull’intersezione tra sapere scientifico, autorità politica e organizzazione economica.
Accanto ai materiali storici, la mostra propone un’installazione multimediale interattiva che, grazie a tecnologie digitali e intelligenza artificiale, permette di esplorare ambienti ricostruiti e seguire le storie di cittadini del passato, restituendo un volto umano all’esperienza della malattia.
Non si tratta solo di memoria, ma di una riflessione attuale: il modo in cui una società reagisce alle pandemie è specchio del suo grado di coesione e responsabilità. Venezia, con la sua lunga esperienza, mostra come la risposta alle crisi sanitarie non possa che essere collettiva.


