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	<title>salute Archivi - Festival del Futuro</title>
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	<description>Un futuro da disegnare insieme</description>
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		<title>Pandemia, le conseguenze sui minori. Intervista allo psichiatra Federico Tonioni (Policlinico Gemelli)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio Todescan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2021 08:54:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per indagare uno dei temi più delicati del periodo storico in cui viviamo ci siamo rivolti al responsabile del Centro pediatrico per la psicopatologia da web al Policlinico Gemelli.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="683" src="https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2021/07/pexels-sarah-dietz-3855553-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-32323" srcset="https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2021/07/pexels-sarah-dietz-3855553-980x653.jpg 980w, https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2021/07/pexels-sarah-dietz-3855553-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure></div>



<p>La pandemia da <strong>Covid-19</strong> ha avuto e continua ad avere conseguenze drammatiche su tutta la popolazione, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico e psichiatrico. Un senso di incertezza nel futuro si è impossessato di noi adulti. Ma chi ne sta facendo e ne farà le spese sono soprattutto i ragazzi, i bambini e gli adolescenti. <strong>Federico Tonioni</strong>, psichiatra e psicoterapeuta, responsabile del <strong>Centro pediatrico per la psicopatologia da web al Policlinico Gemelli</strong>, disegna il mondo che ci aspetta e auspica uno scenario in cui gli esseri umani riscoprano il valore della vicinanza e dello stare insieme. </p>



<p>Di pandemia e salute in generale si parlerà a fondo nel corso del <strong>Festival del Futuro in programma dal 18 al 20 novembre</strong>. Tra i panel dedicati segnaliamo, ad esempio, quello in calendario giovedì 18 novembre, dalle 14, dal titolo &#8220;<em><strong>Dopo la pandemia: come affronteremo le future crisi sanitarie globali</strong></em>&#8221; con gli interventi di <strong>Pierfrancesco Nocini</strong>, Rettore dell&#8217;Università di Verona, <strong>Alberto</strong> <strong>Mantovani</strong>, Direttore Scientifico dell&#8217;Humanitas, <strong>Sergio</strong> <strong>Abrignani</strong>, dell&#8217;Università degli Studi di Milanom e <strong>Fabrizio</strong> <strong>Pregliasco</strong>, Direttore Sanitario dell&#8217;Istituto Galeazzi.</p>



<h2>L&#8217;intervista a Federico Tonioni</h2>



<p><strong>La pandemia non è ancora finita, ma possiamo già tirare le prime somme sugli effetti psicologici. Come stiamo? Ma, soprattutto, come stanno i bambini e gli adolescenti?</strong></p>



<p>«L’emergenza psicologica non è certo finita. Al di là dei dati in miglioramento o peggioramento, l’aspetto più pesante è quanto spazio mentale ci occupa il Covid. Questo riguarda tutti. Riguarda noi adulti, che abbiamo la possibilità di attivare le difese diverse da bambini e da ragazzi per esempio con atteggiamenti ipocondriaci o paranoici, ma riguarda soprattutto gli adolescenti la cui mente ha il vincolo di diventare un’altra cosa, è in trasformazione. Ma durante il Covid, paradossalmente, gli adolescenti sono sopravvissuti tollerando frustrazioni più forti di quelle che abbiamo tollerato noi. Hanno aumentato le relazioni digitali, con un grande uso e social e di chat che non hanno assolutamente aggravato la salute dei nostri figli ma li hanno aiutati a mantenere l’unico equilibrio possibile. Gli adolescenti vanno aiutati a mantenere tutte le relazioni possibili dal vivo».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2021/07/infografica-08-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-32321" srcset="https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2021/07/infografica-08-980x980.jpg 980w, https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2021/07/infografica-08-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p><strong>E i bambini?</strong></p>



<p>«Discorso diverso va fatto per i bambini piccoli. A differenza degli adolescenti che hanno a disposizione anche la trasgressione, ovviamente entro certi limiti, per poter sopravvivere, i bambini no. Loro assorbono passivamente l&#8217;angoscia dei genitori anche se non ne parlano; e di solito non ne parlano. Su di loro, però, le conseguenze della pandemia si sono concretizzate in una maggior passivizzazione». </p>



<p><strong>Il Covid in quali condizioni ci ha trovato e quali condizioni psicologiche e psichiatriche ha esasperato?</strong></p>



<p>«Il Covid ci ha trovato in una condizione di sostanziale onnipotenza. Mai come in questa epoca l’idea è di vivere a tempo indeterminato. Ci comportiamo come il se il tempo non passasse. Eravamo completamente impreparati a un tonfo di questo tipo, è stato come cadere da un piedistallo. Ci siamo scontrati con un’angoscia di morte. Ma la cosa non è del tutto negativa. Se riusciamo ad accettare il passare del tempo, riusciamo anche a viverlo meglio. L’alternativa è dissociarsi dal tempo, e questo non fa bene. Perché, ogni azione dissociativa di rimozione della realtà, comporta il fatto di non pensare ma il prezzo da pagare è altissimo. Così si vive con un’angoscia di base che non ci fa sentire reali».</p>



<p><strong>Cosa ci aspetta dal punto di vista psichiatrico e psicologico? Nel frattempo sono nate nuove sindromi?</strong></p>



<p>«Non è facile prevede cosa ci aspetterà da un punto di vista psicopatologico. Spero non ci sia un’inversione di tendenza sul naturale bisogno che abbiamo noi umani di stare insieme agli altri. Si spera che non sia così invertito il rapporto tra distanza e vicinanza. Sicuramente negli adulti ha scatenato, ha slatentizzato cose preesistenti come ipocondria e paranoia ossessività. Ora dobbiamo puntare sulle risorse sia dei bambini che degli adolescenti che hanno un profilo cognitivo diverso dal nostro e che possono dare una prova delle capacità evolutive grazie ai tentativi di digitalizzazione della realtà, dalla Dad in su. La scuola, più che la famiglia, è un ambiente determinante. Oggi i ragazzi hanno un profilo cognitivo diverso, più avanzato. La scuola è rimasta indietro, non si è evoluta, non è divertente».</p>



<p>«Ora &#8211; ha concluso Tonioni &#8211; ha la grande occasione di evolversi fino ad arrivare a cambiare le idee intorno ai disturbi dell’apprendimento usando forme di apprendimento diverse. Perché la distanza che non ha colmato la scuola verso i ragazzi, è stata calmata da un furore diagnostico  nei confronti di quei bambini. Vediamo infatti spesso che in una classe la metà dei bambini viene classificata come dislessica o discalcula o disgrafica o iperattivo. Bisogna favorire l’evoluzione mentale dei nostri figli. La distanza più sana tra adolescenti e adulti è sempre la fiducia e mai il controllo. Abituiamoci, anche e soprattutto per il futuro, a non dare ordini ai nostri figli attraverso il porre regole. Perché tutte le volte che riduciamo un figlio all’obbedienza, quel figlio accumulerà rabbia e la rabbia non lo aiuta a crescere. Le regole vanno date per innescare trattative. Mai esercitare un potere su un figlio. Vincere su un figlio non serve a niente. La rabbia, insieme alla noia, è alla base di quasi tutte le forme di psicopatologia che si manifestano negli adolescenti».</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Denise Faticante</strong></p>
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		<title>Telemedicina, la sfida del post-emergenza è diventare la normalità</title>
		<link>https://festivaldelfuturo.eu/2020/06/04/telemedicina-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin@filosoft.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 10:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due lezioni che dovremmo aver imparato dall'epidemia sono l'importanza del settore sanitario e l'imprescindibilità delle tecnologie.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2020/06/telemedicina-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-28412" srcset="https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2020/06/telemedicina-980x653.jpg 980w, https://festivaldelfuturo.eu/wp-content/uploads/2020/06/telemedicina-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Due lezioni che dovremmo aver imparato dall&#8217;epidemia sono l&#8217;importanza del <strong>settore sanitario</strong> e l&#8217;imprescindibilità delle <strong>tecnologie</strong>. Secondo la definizione fornita dall&#8217;<strong>Oms</strong> nel 1997, la <strong>telemedicina</strong> sembra inserirsi perfettamente al centro di queste due priorità: «La telemedicina è l’erogazione di servizi sanitari quando la distanza è un fattore critico, per cui è necessario usare, da parte degli operatori, le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni al fine di scambiare informazioni utili alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle malattie e per garantire un’informazione continua agli erogatori di prestazioni sanitarie e supportare la ricerca e la valutazione della cura».</p>



<h2>La medicina a distanza come occasione</h2>



<p>Per molti la <strong>Fase 2</strong>, impropriamente definita della ripartenza, si sarebbe dovuta chiamare Fase della riprogettazione. In realtà basterebbe continuare a costruire sulle fondamenta che già esistono: in Italia di telemedicina si parla dal 2008 e il <strong>Ministero della salute</strong> ha pubblicato nero su bianco le linee d’indirizzo nel 2012. Niente di nuovo, dunque. Quello che invece il Coronavirus ha contribuito a palesare è la necessità di un cambio di paradigma, in direzione di una digitalizzazione della sanità, ormai improcrastinabile.</p>



<p>In un periodo in cui il distanziamento sociale si è rivelata l’arma più valida per contrastare il Covid, la telemedicina può rappresentare un’occasione fondamentale per il futuro. Ma sarebbe un errore pensarla come strumento valido solo in caso di emergenza epidemiologica. Le opportunità che offre ai pazienti sono infatti molteplici anche in «tempo di pace»: permette la presa in carico, il monitoraggio e il consulto di pazienti oncologici, immunodepressi, malati cronici. Consente di far viaggiare online esami e referti, di fare consulti da remoto e più in generale di colmare il gap tra bisogni e risorse. Non è in sostituzione alla medicina tradizionale, ma ne costituisce un prezioso supporto, grazie a nuovi canali di comunicazione e tecnologie innovative.</p>



<h2>La telemedicina in Italia e il confronto europeo</h2>



<p>Lo hanno capitoPaesi come la Norvegia e la Svezia, nei quali la telemedicina è una realtà già dal 2008. La Spagna ha implementato la sanità digitale negli ultimi quindici anni e il ministro della sanità tedesco ha pronosticato che a fine 2020 il digitale funzionerà a pieno regime anche in Germania. L’auspicio è che l’Italia possa cogliere l’opportunità. Ina base ai dati dell’<strong>Osservatorio del Politecnico di Milano</strong>,la spesa complessiva per la sanità digitale in Italia nel 2019, tra quanto investito da Ministero della salute, dalle Regioni, dalle singole strutture sanitarie e dalla rete della medicina generale, ammonta a 1,39 miliardi di euro, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente.</p>



<p>Ma ancora non basta. Secondo quanto emerge dal report “<strong>Innovative Europe. The Way Forward</strong>” <strong>il nostro Paese si piazza al 20esimo posto nella classifica europea</strong> relativa al livello di digitalizzazione dei servizi sanitari, nettamente al di sotto dei principali Stati Ue. Sul podio i Paesi del Nord Europa, con le migliori performance registrate da Danimarca, Olanda e Finlandia. La Spagna è al sesto posto, la Germania undicesima, la Francia quindicesima. Quelle meno digitalizzate a livello sanitario sono Romania, Polonia e Bulgaria, lontane dall’Italia solo undici punti percentuali.</p>



<h2>Le piattaforme private</h2>



<p>Un barlume sembra però arrivare dalle piattaforme di telemedicina private che hanno sempre più appeal, come dimostrato dal successo maturato durante i mesi di lockdown. Attraverso il portale di <strong>Topdoctors</strong>, il paziente può contattare uno specialista attraverso videoconferenza, un messaggio privato o prendendo appuntamento online. Più di 20 milioni di pazienti si sono affidati a questo network per la scelta di un medico in Spagna, Italia, Regno Unito, Messico, Colombia e Stati Uniti. Poi c’è <strong>EpiCura</strong>, il primo poliambulatorio digitale in Italia, cheoltre a mandare specialisti a domicilio, risponde ai quesiti dei pazienti a prezzi calmierati, così come fa il <strong>Centro Medico Sant&#8217;Agostino</strong>. Si tratta di una rete di poliambulatori, i cui medici di medicina generale o specialisti rispondono alle domande dei pazienti via chat. Che la telemedicina sia diventata un valido alleato in tempi di Covid lo si legge anche in un <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.washingtonpost.com/business/the-doctor-isnt-quite-ready-to-skype-you-now/2020/03/24/f3ae5dc6-6dad-11ea-a156-0048b62cdb51_story.html" target="_blank">articolo</a> del Washington Post che tratta il tema: gli appuntamenti video su <strong>Teladoc Health</strong>, il più grande fornitore americano di assistenza sanitaria virtuale, sono aumentati del 50 percento durante l’emergenza epidemiologica. </p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Giulia Cimpanelli</strong></p>
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