{"id":37446,"date":"2023-05-11T16:41:08","date_gmt":"2023-05-11T14:41:08","guid":{"rendered":"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/?p=37446"},"modified":"2023-05-11T16:41:11","modified_gmt":"2023-05-11T14:41:11","slug":"quali-regole-per-lintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/en\/2023\/05\/11\/quali-regole-per-lintelligenza-artificiale\/","title":{"rendered":"Quali regole per l\u2019intelligenza artificiale"},"content":{"rendered":"<p>Dal problema dei dati alla perdita di creativit\u00e0, fino alle sfide etiche: i dubbi posti dai recenti sviluppi dell\u2019IA sono numerosi, ma occorre saper conciliare controllo e progresso tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Carla Collicelli<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/coding_AI-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37447\" srcset=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/coding_AI-980x654.jpg 980w, https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/coding_AI-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><figcaption>Picture of <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@ilyapavlov?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Ilya Pavlov<\/a> on <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/it\/s\/foto\/coding?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo molti esperti, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 di fronte alla pi\u00f9 grande rivoluzione scientifica dopo quella industriale, una rivoluzione che sta procedendo rapidamente, senza che vi si dedichi la necessaria attenzione, tra sottovalutazioni, interessi commerciali e applicazioni sempre nuove e sempre pi\u00f9 pervasive, che sottopongono diversi settori economici e svariate aree della vita sociale a continui adattamenti. Mentre sarebbe assolutamente necessario guidare la trasformazione in corso con la dovuta attenzione da parte delle istituzioni e delle diverse discipline scientifiche, sia rispetto alle nuove opportunit\u00e0 e potenzialit\u00e0 offerte dalla tecnologia, sia rispetto ai rischi ed ai nodi da sciogliere.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, secondo gli studi pi\u00f9 recenti, esistono\u00a0<strong>3 tipi di intelligenza artificiale<\/strong>\u00a0(AI): quella cosiddetta \u201c<strong>debole o stretta<\/strong>\u201d, che \u00e8 dotata di una gamma limitata di abilit\u00e0 applicative, che sostituiscono funzioni semplici dell\u2019attivit\u00e0 umana ed agiscono rielaborando conoscenze pregresse, cui sono state addestrate in maniera sostanzialmente ripetitiva; quella \u201c<strong>generale o forte<\/strong>\u201d, che dovrebbe porsi quasi alla pari con le capacit\u00e0 umane (e vedremo se ci\u00f2 \u00e8 plausibile); e quella detta \u201c<strong>super<\/strong>\u201d, che dovrebbe addirittura superare le capacit\u00e0 di un essere umano. L&#8217;intelligenza artificiale debole o stretta \u00e8 l&#8217;unico tipo di intelligenza artificiale che abbiamo realizzato fino ad oggi, e che conosciamo per le sue applicazioni entrate ormai nell\u2019uso comune. Basti pensare a Google, Siri, Apple, agli strumenti di previsione, ai droni, ai filtri antispam, alle auto semiautonome, e a molto altro ancora. Ma\u00a0<strong>siamo lontani dall\u2019avvicinarci alle capacit\u00e0 umane<\/strong>\u00a0(AI generale e forte), per non parlare del loro superamento (AI super).<\/p>\n\n\n\n<p>Purtuttavia i dubbi posti dal recente sviluppo tecnologico nel campo della AI, della robotica e dei social media, e in particolare quelli sollevati recentemente dal prodotto che va sotto il nome di\u00a0<strong>ChatGpt<\/strong>\u00a0sono tanti e importanti. E sono diventati orami materia di riflessione, analisi e discussione principalmente nell\u2019ambito delle discipline filosofiche, dove sono nati filoni nuovi e dedicati, come la filosofia della mente, la bioetica e la neuro-filosofia, che ruotano attorno a concetti quali\u00a0human enhancement, trans-umanesimo e post-umanesimo. Ma non va dimenticato che le applicazioni di cui stiamo parlando riguardano pesantemente tutte le altre discipline e tutti gli ambiti del sapere e dell\u2019esistenza, ivi comprese le discipline sociali, le politiche dello sviluppo sostenibile e la stessa organizzazione della vita collettiva e individuale sul pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Volendoci limitare alle discipline raggruppate sotto l\u2019etichetta di scienze sociali, non vi \u00e8 dubbio che queste avvertono la sfida posta dagli sviluppi della AI rispetto a molti aspetti: il modificarsi le possibilit\u00e0 di investigazione e ricerca (il problema dei dati); il superamento dei limiti di pensiero e di azione propri della collettivit\u00e0 umana; la perdita della creativit\u00e0 e delle capacit\u00e0 di previsione e progettazione; l\u2019indebolimento della natura relazionale del pensiero e dei processi sociali; e quello della dimensione valoriale dell\u2019esistenza, dalle motivazioni etiche che stanno alla base delle scelte di vita alle attribuzioni di senso all\u2019azione umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il&nbsp;problema dei dati, le scienze sociali vedono ampliarsi e modificarsi le possibilit\u00e0 di investigazione e ricerca nel proprio specifico campo di osservazione a seguito della introduzione di nuove e pi\u00f9 ampie tecnologie di rilevazione, di algoritmi sempre pi\u00f9 complessi per elaborare i dati di riferimento e di metodi e strumenti, nuovi ed inimmaginabili fino a poco tempo fa, per immagazzinare quantit\u00e0 enormi di informazioni che fanno da base alle successive elaborazioni. Il che rende lo svolgimento della specifica attivit\u00e0 di ricerca di questo settore spesso farraginoso e colmo di insidie difficilmente controllabili, relative all\u2019integrit\u00e0 stessa del processo di ricerca: frodi scientifiche, mancato rispetto della privacy nell\u2019utilizzo dei dati e possibili manipolazioni delle informazioni diventano in questo nuovo contesto sempre pi\u00f9 facilmente praticabili e difficilmente controllabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto al tema del&nbsp;limite, gli scienziati sociali sanno molto bene che quando l\u2019umanit\u00e0 ha preteso e tentato di superare i propri limiti fisici e mentali in maniera incontrollata, \u00e8 andata spesso incontro a situazioni di grande criticit\u00e0, se non addirittura a drammi e catastrofi. Basti pensare al consumismo con i suoi eccessi, all\u2019infodemia, alle forme di delirio di onnipotenza rispetto al superamento delle regole collettive della convivenza, a quelle di prevaricazione e di oppressione nei confronti di specifiche categorie sociali, ai rischi insiti nel tentativo di superare i confini etici delle sperimentazioni scientifiche, all\u2019illusione di poter porre fine in via definitiva alla malattia, alla miseria, alla vecchiaia; fino all\u2019abuso di sostanze che permettono l\u2019alterazione degli stati di coscienza e del funzionamento della mente. In particolare la recente pandemia ci ha costretto ad ammettere che proprio il nostro modello di vita e di sviluppo economico e sociale, basato sull\u2019Antropocene, e cio\u00e8 sul superamento dei limiti posti dagli equilibri ecologici ed ecosistemici, con predominio della specie umana sul resto delle forme viventi e fiducia illimitata nei prodotti ed artefatti che derivano dalla sua attivit\u00e0 speculativa, \u00e8 alla base di molti dei mali della nostra epoca. Le scienze sociali a tale proposito mettono in guardia rispetto alla perdita del senso del limite insita nel tentativo di superare i confini del pensiero umano, segnalando che solo una consapevolezza del contesto generale di vita nel quale l\u2019uomo \u00e8 inserito e dei suoi limiti pu\u00f2 salvaguardarci dalla \u201cderiva catastrofica del futuro\u201d che \u00e8 di fronte a noi, e che riguarda non solo l\u2019ambiente fisico, ma anche quello sociale e quello tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la&nbsp;creativit\u00e0, come ben sappiamo le scienze sociali, come peraltro anche quelle esatte, si occupano oltre che della descrizione della realt\u00e0 analizzata, anche della sua interpretazione, dello studio dei processi di evoluzione, cambiamento e trasformazione dei paradigmi di riferimento e della progettazione del futuro. A fronte della deriva retrotopica (indicata da Bauman come tendenza tipica della modernit\u00e0 a guardare al passato), il movimento di pensiero legato agli&nbsp;Obiettivi dello sviluppo sostenibile&nbsp;ed ai&nbsp;principi dell\u2019Enciclica Laudato Si\u2019&nbsp;rappresenta un\u2019alternativa importante, che pone in guardia rispetto al venir meno della capacit\u00e0 di progettazione innovativa del futuro e della valutazione della sostenibilit\u00e0 futura. Monito che tocca direttamente molti degli aspetti che connotano la produzione scientifica nel campo della ricerca sull\u2019AI, tutta centrata sulla riproduzione, e nel migliore dei casi sulla efficientizzazione del presente e del passato, con scarse possibilit\u00e0 di agire sul miglioramento e sulla costruzione del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>There\u00a0<strong>dimensione valoriale<\/strong>\u00a0e quella del\u00a0<strong>senso dell\u2019azione<\/strong>\u00a0umana hanno costituito fino ad oggi per l\u2019umanit\u00e0 intera un faro di riferimento per le scelte, i giudizi, le azioni e le realizzazioni materiali ed immateriali. Il mondo delle regole, pi\u00f9 o meno formalizzate dal punto di vista giuridico, costituisce l\u2019asse portante della vita sociale e dello sviluppo scientifico. La debole capacit\u00e0 dei prodotti tecnologici di fare riferimento ai valori e significati (al di l\u00e0 di quanto programmato con il pre-addestramento cui i sistemi sono sottoposti), ed in assenza di una normativa adeguata di settore, pone dubbi molto seri rispetto agli effetti che un pensiero ed una azione guidati dai manufatti dell\u2019intelligenza artificiale possono avere sulla vita umana e sugli assetti societari.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, <strong>la\u00a0dimensione relazionale e comunitaria della convivenza umana<\/strong>\u00a0\u00e8 un portato storico di importanza fondamentale, e ci si domanda quindi come un\u2019attivit\u00e0 umana basata su strumenti, procedure e prodotti di origine tecnologica e non sottoposti ad alcuna verifica di tipo interpersonale e a nessuno scambio tra entit\u00e0, istituzioni, culture diverse, possa dare vita ad avanzamenti validi, e non comporti piuttosto il rischio concreto di una progressiva sterilizzazione della dimensione sociale stessa dell\u2019esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Certo non bisogna dimenticare il portato di avanzamento tecnico e strumentale che le applicazioni dell\u2019intelligenza artificiale stanno producendo in vari campi applicativi, ad esempio in medicina, nella scuola, nel lavoro, nei trasporti, nella ricerca scientifica. E la gente lo capisce.&nbsp; L\u2019ultimo sondaggio Ipsos per il World economic forum indaga, a livello internazionale, la percezione sui prodotti e servizi (28 Paesi su un campione di 19.504 adulti sotto i 75 anni). Per il 60% del campione, l\u2019AI cambier\u00e0 profondamente la nostra vita quotidiana e la render\u00e0 pi\u00f9 semplice (istruzione, apprendimento, intrattenimento, trasporti, shopping, sicurezza, ambiente e nutrizione); il 50% afferma di percepire pi\u00f9 benefici che svantaggi e il 40% li rende nervosi. Per quanto riguarda reddito, occupazione e relazioni personali e familiari, l\u2019opinione si divide con il 47% degli intervistati che sono d\u2019accordo, mentre per quanto riguarda il costo della vita, la libert\u00e0 e i diritti, la maggioranza degli intervistati pensa che non sia positivo. In Italia solo il 42% degli intervistati pensa di avere una buona conoscenza di questa tecnologia, per il 53% i prodotti e servizi che la utilizzano cambieranno la loro vita nei prossimi 3\/5 anni, per il 54% la renderanno pi\u00f9 semplice e per il 50% producono pi\u00f9 benefici che svantaggi. In sostanza il sondaggio Ipsos registra un&nbsp;sentiment positivo&nbsp;sul fatto che&nbsp;alcune aree e servizi&nbsp;potranno migliorare grazie all\u2019AI, come l\u2019educazione (74%), l\u2019intrattenimento (75%), i trasporti (72%), la casa (79%), lo shopping (63%), la sicurezza (70%) e l\u2019ambiente (61%). Mentre si riscontrano&nbsp;timori su altre aree&nbsp;come sulla nutrizione (45%), sul reddito (24%), sulle relazioni (39%), sul lavoro (29%), sul costo della vita (27%) e sulle libert\u00e0 e diritti legali (19%).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apprezzamento e la diffusione sembrano in sostanza marciare in avanti a ritmo serrati, pur con alcuni dubbi ed incertezze. Ed \u00e8 quindi pi\u00f9 che benvenuto lo sforzo che alcuni esperti ed alcune aree disciplinari stanno compiendo per riflettere e attrezzarsi predisponendo suggerimenti, regole, principi etici. Ma il tutto avviene per ora in una forma decisamente interna ad ogni area, tutta settoriale, mentre per evitare che gli effetti negativi sull&#8217;umanit\u00e0 e la vita delle persone (disagio psichico, analfabetismo di ritorno, debolezza del pensiero critico) siano superiori ai vantaggi pratici (in medicina, nella ricerca scientifica, nella amministrazione), \u00e8 necessario&nbsp;ripensare le modalit\u00e0 con cui si affronta l&#8217;innovazione in corso, rivedendo contenuti e metodi della formazione scolastica, universitaria e professionale, e soprattutto dando vita a gruppi di ricerca interdisciplinari, che non lascino il terreno dell\u2019innovazione tecnologica e dell\u2019intelligenza artificiale nelle sole mani di ingegneri e imprenditori, senza tenere sufficientemente &nbsp;conto degli aspetti psicologici, sociali, economici ed etici.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche\u00a0l\u2019<strong>etica da sola<\/strong>, bench\u00e9 importante,\u00a0<strong>non basta<\/strong>. In questo senso la posizione del Cortile Dei Gentili, espressa nel volume<strong>\u00a0Intelligenza artificiale: uno sguardo interdisciplinare<\/strong>, in corso di stampa e che verr\u00e0 discusso nell\u2019ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS al Salone dei Libro di Torino, \u00e8 quella secondo cui sarebbe sbagliato permettere che le regole blocchino il progresso tecnologico. E il riferimento contenuto nel documento \u00e8 al principio metodologico storico della scuola gesuitica: \u201cNumquam nega raro adfirma distingue frequenter\u201d (Mai negare, raramente affermare, distinguere frequentemente). Il che significa separare le applicazioni buone da quelle non buone. E introdurre nel processo di innovazione tecnologica, ed in particolare in quello relativo all\u2019intelligenza artificiale, il portato di tutto quel di pi\u00f9 che la mente umana ha sviluppato nel corso della storia a corredo della produzione materiale ed immateriale, vale a dire il\u00a0senso critico, <strong>la\u00a0capacit\u00e0 di immaginare il futuro<\/strong>, the\u00a0<strong>regole etiche<\/strong>\u00a0e la dimensione delle interconnessioni e delle<strong>\u00a0relazioni interpersonali e comunitarie<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>E lo si potr\u00e0 fare solo se tutte le discipline collaboreranno tra loro nell\u2019accompagnare lo sviluppo dell\u2019innovazione. Le separazioni tra culture, discipline, ideologie e territori mettono a dura prova lo sviluppo globale, occorre puntare sulla connessione tra governi e culture per la creazione di una\u00a0<strong>piattaforma comune di valori condivisi<\/strong>\u00a0come punto di riferimento per le decisioni da prendere. E le connessioni vanno promosse anche tra discipline scientifiche e relativi ambiti applicativi, oltre che nella collaborazione necessaria tra le tre anime della societ\u00e0 contemporanea (statualit\u00e0, socialit\u00e0 e mercato), superando le contrapposizioni tra pubblico e privato, tra vita privata e vita lavorativa, e tra primo, secondo e terzo settore economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Piano Nazionale Innovazione 2025 varato nel 2020 recita a questo proposito:\u201d L\u2019innovazione e la digitalizzazione devono far parte di una riforma strutturale dello Stato che promuova pi\u00f9 democrazia, uguaglianza, etica, giustizia e inclusione e generi una crescita sostenibile nel rispetto dell\u2019essere umano e del nostro pianeta.\u201d&nbsp; E si propongono 20 azioni molto concrete (sull\u2019identit\u00e0 digitale, l\u2019innovazione nella Pa, le tecnologie informatiche nelle imprese, l\u2019assistenza agli anziani e molto altro ancora), tutte basate sul criterio della intersezione tra innovazione, sostenibilit\u00e0 ed etica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), a sua volta, prevede un massiccio investimento per i prossimi tre anni sull\u2019innovazione digitale (49,26 miliardi), volto a promuovere la transizione digitale nella scuola (programmi didattici, competenze di docenti e studenti, funzioni amministrative); nella sanit\u00e0 (infrastrutture ospedaliere, dispositivi medici, competenze e aggiornamento del personale); in agricoltura (aggiornamento tecnologico); nei processi industriali e nel settore terziario; nella PA (dotazioni tecnologiche, capitale umano, infrastrutture, organizzazione ed erogazione dei servizi ai cittadini).<\/p>\n\n\n\n<p>Come affermato da Giddens alla fine del ventesimo secolo, il modello di \u201c<strong>modernit\u00e0 illuministica<\/strong>\u201d, che consiste nella possibilit\u00e0 di dominare la complessit\u00e0 sociale in maniera pervasiva e dall\u2019alto, non \u00e8 in grado di assicurare coesione e benessere di fronte al \u201c<strong>politeismo disincantato<\/strong>\u201d che caratterizza la cultura diffusa ed i valori dominanti nella societ\u00e0 contemporanea. E in un mondo siffatto, che egli chiama di \u201cmodernit\u00e0 radicale\u201d, l\u2019unica possibilit\u00e0 per realizzare forme soddisfacenti di convivenza, coesione e sviluppo, \u00e8 quella legata al\u00a0<strong>rafforzamento dei valori comuni<\/strong>, degli obiettivi collettivi e dei meccanismi di continua ricostruzione della fiducia tra societ\u00e0 e istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Carla Collicelli, CNR &#8211; Ethics e Senior expert ASviS per le Relazioni istituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gentile concessione di Futura Network (www.futuranetwork,eu)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo molti esperti, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 di fronte alla pi\u00f9 grande rivoluzione scientifica dopo quella industriale, una rivoluzione che sta procedendo rapidamente, senza che vi si dedichi la necessaria attenzione, tra sottovalutazioni, interessi commerciali e applicazioni sempre nuove e sempre pi\u00f9 pervasive,<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":37447,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[8],"tags":[777,778],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.6 - 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