{"id":37431,"date":"2023-05-03T10:10:35","date_gmt":"2023-05-03T08:10:35","guid":{"rendered":"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/?p=37431"},"modified":"2023-05-03T10:10:41","modified_gmt":"2023-05-03T08:10:41","slug":"lia-che-fa-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/en\/2023\/05\/03\/lia-che-fa-paura\/","title":{"rendered":"The scary AI"},"content":{"rendered":"<p>Si moltiplicano gli ammonimenti sull\u2019impatto dell\u2019intelligenza artificiale sul lavoro e sulla vita delle persone. Tra buon senso ed esagerazioni<\/p>\n\n\n\n<p>Enrico Sassoon<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"503\" src=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/AI_paura-1024x503.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37432\" srcset=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/AI_paura-980x482.jpg 980w, https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/AI_paura-480x236.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><figcaption>Picture of <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@opticonor?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Conor Luddy<\/a> on <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/it\/foto\/IGa3Md8wP6g?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il mondo ha gli occhi puntati sull\u2019intelligenza artificiale e, in particolare, sull\u2019IA generativa, ossia quello strumento che porta il nome di Chat Gpt, ma anche Bard e altri, e che in pochi mesi ha accumulato miliardi di consultazioni da parte di centinaia di milioni di utenti. Il paradosso \u00e8 che questo strumento entusiasia molto chi lo usa ma, allo stesso tempo, \u00e8 cos\u00ec potente da sollevare preoccupazioni diffure. \u00c8 di solo un mese fa la richiesta di moratoria nella ricerca da parte di migliaia di scienziati nel mondo. Nei giorni scorsi a questi si \u00e8 aggiunto il celebre storico israeliano Yuval Noah Harari che <em>The<\/em> <em>Economist<\/em> \u00e8 arrivato a sostenere che \u201cl&#8217;intelligenza artificiale ha violato il sistema operativo della civilt\u00e0 umana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019espressione \u00e8 forte e non \u00e8 stata usata a caso. Ma \u00e8 troppo forte? In fondo, Harari \u00e8 uno storico e non un economista o un tecnologo. Ma le sue argomentazioni sono come sempre ricche e articolate. Dice infatti Harari che i computer narranti potranno cambiare il corso della storia umana: \u00abI timori dell&#8217;intelligenza artificiale hanno perseguitato l&#8217;umanit\u00e0 fin dall&#8217;inizio dell&#8217;era informatica &#8211; sostiene Harari. Finora questi timori si concentravano sulle macchine che utilizzavano mezzi fisici per uccidere, schiavizzare o sostituire le persone. Ma negli ultimi due anni sono emersi nuovi strumenti che minacciano la sopravvivenza della civilt\u00e0 umana da una direzione inaspettata. L\u2019IA ha acquisito notevoli capacit\u00e0 di manipolare e generare il linguaggio, sia con parole, suoni o immagini e cos\u00ec ha violato il sistema operativo della nostra civilt\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019articolo dell\u2019<em>Economist<\/em> si legge che \u00abil linguaggio \u00e8 la materia di cui \u00e8 fatta quasi tutta la cultura umana. I diritti umani, ad esempio, non sono inscritti nel nostro DNA. Sono piuttosto artefatti culturali che abbiamo creato raccontando storie e scrivendo leggi. Gli dei non sono realt\u00e0 fisiche. Sono piuttosto artefatti culturali che abbiamo creato inventando miti e scrivendo scritture. Anche il denaro \u00e8 un artefatto culturale. Le banconote sono solo pezzi di carta colorati e attualmente pi\u00f9 del 90% del denaro non \u00e8 nemmeno costituito da banconote, ma da informazioni digitali contenute nei computer. Ci\u00f2 che d\u00e0 valore al denaro sono le storie che banchieri, ministri delle finanze e guru delle criptovalute ci raccontano su di esso. Sam Bankman-Fried, Elizabeth Holmes e Bernie Madoff non erano particolarmente bravi a creare valore reale, ma erano tutti narratori estremamente capaci\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa accadrebbe, allora, quando un&#8217;intelligenza non umana diventasse migliore dell&#8217;uomo medio nel raccontare storie, comporre melodie, disegnare immagini, scrivere leggi e scritture? Quando si pensa a Chat Gpt e ad altri nuovi strumenti di intelligenza artificiale, spesso si pensa a esempi come quello degli studenti che usano l&#8217;intelligenza artificiale per scrivere dei saggi. Cosa succeder\u00e0 al sistema scolastico quando i ragazzi lo faranno? Ma questo tipo di domanda, secondo lo storico israeliano, non coglie il quadro generale. Occorre pensare alle prossime elezioni presidenziali americane del 2024 e cercare di immaginare l&#8217;impatto degli strumenti di IA che potrebbero essere utilizzati per produrre in massa contenuti politici, notizie false e scritture per nuovi culti pi\u00f9 o meno esoterici. Oppure, su un piano pi\u00f9 concreto, potremmo trovarci a condurre lunghe discussioni online sull&#8217;aborto, sul cambiamento climatico o sull&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina con entit\u00e0 che crediamo umane, ma che in realt\u00e0 non lo sono. Il problema \u00e8 che per noi \u00e8 del tutto inutile perdere tempo a cercare di cambiare le opinioni dichiarate da un Bot ai, mentre l&#8217;IA potrebbe affinare i suoi messaggi in modo cos\u00ec preciso da avere buone possibilit\u00e0 di influenzarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, i motivi per preoccupare ci sono tutti. Ancor pi\u00f9 se si considera che, pi\u00f9 o meno nello stesso momento di Harari, un grande esperto di IA ha a sua volta lanciato il suo grido d\u2019allarme. Si tratta di <a>Geoffrey Hinton, un grande esperto di intelligenza artificiale che ha collaborato per molti anni con Google, decidendo di lasciarla proprio in questi giorni. Definito come il&nbsp;\u00abnonno\u00bb dell&#8217;intelligenza artificiale, ha dichiarato al <em>New York Times<\/em> che si sta pentendo del suo lavoro:&nbsp;\u00abI chatbot al momento non sono pi\u00f9 intelligenti di noi, ma penso che presto lo saranno\u00bb. E ha chiosato dicendo dell\u2019IA: \u00ab\u00c8 spaventosa\u00bb.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Con una enorme esperienza nel settore,&nbsp;Geoffrey Hinton ha finora diviso il suo tempo lavorando per l&#8217;universit\u00e0 di Toronto e per&nbsp;Google, da cui ha appena annunciato&nbsp;le dimissioni all&#8217;et\u00e0 di 75 anni&nbsp;sollevando il proverbiale vespaio. Anche perch\u00e9 il parere di uno studioso che da decenni si occupa delle reti neurali artificiali pesa molto. Sul tema dell\u2019IA Hinton ha firmato o co-firmato&nbsp;oltre 200 pubblicazioni&nbsp;nel corso della sua lunga carriera. E a suo modo di vedere, i problemi che l&#8217;intelligenza artificiale potrebbe causare un domani, si possono oggi solo scorgere:&nbsp;\u00abAl momento, vediamo che il GPT-4 eclissa di gran lunga una persona per quanto riguarda la quantit\u00e0 di conoscenze generali che possiede.&nbsp;In termini di ragionamento, non \u00e8 altrettanto bravo, ma riesce gi\u00e0 a fare ragionamenti semplici e, dato il ritmo dei progressi,&nbsp;ci aspettiamo che le cose migliorino abbastanza velocemente. Quindi dobbiamo preoccuparci\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche perch\u00e9, secondo l&#8217;esperto di reti neurali, queste intelligenze artificiali sono molto differenti dalle intelligenze di cui siamo dotati noi:&nbsp;\u00abNoi siamo sistemi biologici e questi sono sistemi digitali. E la grande differenza \u00e8 che&nbsp;nei sistemi digitali ci sono molte copie dello stesso insieme di pesi, dello stesso modello del mondo.&nbsp;E tutte queste copie possono imparare separatamente, ma condividono le loro conoscenze all&#8217;istante. Quindi \u00e8 come se avessimo&nbsp;10mila persone e ogni volta che una persona impara qualcosa, tutti la conoscono automaticamente. \u00c8 cos\u00ec che questi chatbot possono sapere molto di pi\u00f9 di una singola persona\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei maggiori pericoli \u00e8 rappresentato da quelli che Hinton descrive come&nbsp;\u201ccattivi attori\u201d. L&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale da parte di questi sarebbe uno&nbsp;\u00abscenario da incubo. Immaginiamo, per esempio, persone come Putin che decidano di dare ai robot l&#8217;abilit\u00e0 di creare i propri obiettivi come &#8220;devo ottenere pi\u00f9 poteri&#8221;\u00bb. Hinton per\u00f2 dichiara anche di non avere alcuna intenzione di colpevolizzare&nbsp;Google che, secondo lui, sta affrontando la questione in modo responsabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, i timori espressi sono forti ma anche probabilmente eccessivi. E questo ha l\u2019effetto, forse indesiderato, di diffondere paura nell\u2019opinione pubblica. Di recente, il <em>Corriere della Sera<\/em> ha pubblicato un lungo articolo di Federico Fubini dove emergono timori sui possibili impatti di Gpt sul lavoro. C\u2019\u00e8 chi racconta di&nbsp;aver gi\u00e0 perso parte del proprio lavoro, chi teme&nbsp;un taglio dei costi e dei posti&nbsp;nella multinazionale dov\u2019\u00e8 occupato, chi si chiede&nbsp;quale istruzione dare ai figli&nbsp;e chi medita di sostituire il proprio psicanalista con l\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi chi vi vede&nbsp;una minaccia&nbsp;e chi pensa che la progressione di questa nuova tecnologia creer\u00e0&nbsp;mestieri nuovi. Secondo un recentissimo working paper di Daniel Rock dell\u2019Universit\u00e0 della Pennsylvania, di Tyna Eloundou e Pamela Mishkin di OpenAI (il produttore di ChatGPT) e Sam Manning di OpenResearch,&nbsp;met\u00e0 dei 158 milioni di occupati americani rischia di perdere il posto&nbsp;o di dover competere al ribasso sul proprio salario. Non subito, ma&nbsp;quando l\u2019intelligenza artificiale di GTP-4 sar\u00e0 integrata nei software e nelle macchine industriali esistenti. Ma non tutti sono cos\u00ec preoccupati e negativi. Per esempio, Cesare Perani, che si occupa da anni di applicazioni dell\u2019intelligenza artificiale, ritiene che Chat-GPT e le altre&nbsp;possono creare nuove opportunit\u00e0&nbsp;anche per chi non ha una preparazione tecnologica. \u00abFinora la programmazione era principalmente pertinenza degli informatici. GPT introduce nuove modalit\u00e0 ibride, dove alla programmazione basata su codice si affianca quella basata sul linguaggio naturale. Nasce quindi la richiesta di nuove figure professionali la cui formazione \u00e8 principalmente umanistica\u00bb. Ne sono esempi il prompt designer,&nbsp;che genera modelli di interrogazione e dialogo; il&nbsp;behavior designer&nbsp;che si occupa di modelli di comportamento; e l\u2019application analyst&nbsp;che si occupa di analisi delle necessit\u00e0 e dei rischi\u00bb. Conclusione, \u00abSi aprono nuove prospettive d\u2019impiego per psicologi, laureati in lettere o in filosofia\u00bb.<br>La discussione dunque \u00e8 aperta e si presenta lunga e molto, molto articolata. Intanto, dopo qualche settimana di chiusura imposta in Italia dal Garante della privacy, Chat GPT \u00e8 tornata operativa anche da noi. La decisione di congelarla \u00e8 stata molto criticata, con qualcuno che l\u2019ha paragonata alle accuse della Chiesa a Galileo, definendola un atto medievale e oscurantista. Ma ora l\u2019IA generativa pi\u00f9 nota e potente \u00e8 tornata in funzione, con tutte le sue meraviglie e tutti i suoi rischi potenziali. Tra paura e curiosit\u00e0 la storia dell\u2019IA \u00e8 solo all\u2019inizio e, come ha detto un esperto di Microsoft, \u201cquello che stiamo vedendo oggi non \u00e8 neppure la punta dell\u2019iceberg, ma quel po\u2019 di nevischio che cade sopra la cima\u201d.<br><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The world has its eyes on artificial intelligence and, in particular, on generative AI, i.e. the tool that bears the name of Chat Gpt, but also Bard and others, and which in just a few months has accumulated billions of consultations by hundreds of millions of users. 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