{"id":35053,"date":"2022-07-15T10:13:43","date_gmt":"2022-07-15T08:13:43","guid":{"rendered":"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/?p=35053"},"modified":"2022-07-20T21:04:58","modified_gmt":"2022-07-20T19:04:58","slug":"e-il-web3-il-futuro-di-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/en\/2022\/07\/15\/e-il-web3-il-futuro-di-internet\/","title":{"rendered":"Is Web3 the future of the Internet?"},"content":{"rendered":"\n[et_pb_section][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text]<!-- divi:heading -->\n<h2>C\u2019\u00e8 chi ci crede incondizionatamente. Ma per qualcuno \u00e8 un\u2019utopia<\/h2>\n<!-- \/divi:heading -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>di Thomas Stackpole<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Vi ricordate la prima volta&nbsp;che avete sentito parlare dei bitcoin? Probabilmente, era solo un vago accenno a una nuova tecnologia che avrebbe potuto cambiare tutto. Forse avete temuto per un attimo di restare tagliati fuori, mentre chi li acquistava per tempo avrebbe accumulato quasi da un giorno all\u2019altro una piccola fortuna. O forse vi siete solo domandati se non avreste dovuto avere una strategia sulle criptovalute nell&#8217;eventualit\u00e0 che&nbsp;<em>decollassero effettivamente<\/em>.<\/h3>\n<!-- \/divi:heading -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Molto probabilmente, non appena siete venuti a conoscenza del fenomeno c&#8217;\u00e8 stato un crollo della nuova moneta virtuale. Ogni uno o due anni, il <strong>valore del bitcoin cala vistosamente<\/strong>. Ogni volta che succede, gli scettici lo danno immediatamente per morto, dicendo che era sempre stato una trappola per gonzi e un meccanismo perverso ideato da tecno-libertari e persone che odiano le banche. Dicono che non aveva mai avuto un futuro accanto alle&nbsp;<em>vere&nbsp;<\/em>aziende tecnologiche, poi se ne dimenticano e tornano alla loro vita di tutti i giorni. E poi, il bitcoin torna a salire. Oggi sembra essere dappertutto. Le criptovalute, tuttavia, sono solo la punta dell&#8217;iceberg. La tecnologia sottostante, la blockchain, viene definita un &#8220;libro mastro distribuito&#8221; &#8211; un database gestito da una rete di computer anzich\u00e9 da un unico server &#8211; che offre agli utilizzatori un modo immutabile e trasparente per immagazzinare le informazioni.&nbsp;<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:image {\"id\":35068,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/jeremy-bezanger-lGk0rI_Kp6E-unsplash-2-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35068\"\/><\/figure>\n<!-- \/divi:image -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Oggi la blockchain viene impiegata a nuovi fini: ad esempio, per creare <strong>&#8220;certificati di propriet\u00e0&#8221;,<\/strong> che attestano la titolarit\u00e0 di oggetti digitali unici &#8211; i cosiddetti <strong>non fungible token (NFT)<\/strong>. Gli NFT sono esplosi nel 2022, creando apparentemente dal nulla un mercato che vale 41 miliardi di dollari. Beeple, per esempio, ha fatto sensazione l&#8217;anno scorso quando l&#8217;NFT di una sua opera d&#8217;arte \u00e8 stato battuto all&#8217;asta da Christie&#8217;s per 69 milioni di dollari. Parenti ancora pi\u00f9 esoterici come i DAO, acronimo di &#8220;decentralized autonomous organizations&#8221;, operano come aziende prive di gerarchie: raccolgono e spendono soldi, ma tutte le decisioni vengono sottoposte alla votazione dei soci e vengono attuate in base a regole codificate. Una DAO ha raccolto recentemente 47 milioni di dollari nel tentativo di acquistare una rara copia della Costituzione degli Stati Uniti. I sostenitori della DeFi (o &#8220;decentralized finance&#8221;, che mira a ricostruire il sistema finanziario globale) stanno facendo pressioni sul Congresso e promettono un futuro senza banche.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>L&#8217;insieme di questi sforzi va sotto il nome di &#8220;Web3&#8221;. \u00c8 una comoda abbreviazione del progetto finalizzato a <strong>riprogrammare le modalit\u00e0 di funzionamento della Rete<\/strong>, utilizzando la blockchain per cambiare il modo in cui le informazioni vengono archiviate, condivise e possedute. In teoria, un Web basato sulla blockchain potrebbe infrangere i monopoli che governano il controllo delle informazioni, la distribuzione della ricchezza e persino le modalit\u00e0 di lavoro di network e grandi imprese. I suoi fautori affermano che il Web3 creer\u00e0 nuove economie, nuove categorie di prodotti e nuovi servizi online; che riporter\u00e0 la democrazia nella Rete; e che definir\u00e0 la nuova era di Internet.&nbsp;<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>O \u00e8 solo un&#8217;utopia? Pur essendo innegabile la convergenza di energie, denaro e talenti in atto su progetti Web3, ricostruire Internet \u00e8 un&#8217;impresa immane. Nonostante tutte le sue promesse, la blockchain deve ancora superare i grossi <strong>ostacoli tecnici, ambientali, etici e normativi<\/strong> che la separano dall&#8217;egemonia. Un coro sempre pi\u00f9 numeroso di scettici mette in guardia l&#8217;opinione pubblica, spiegando che il Web3 \u00e8 corrotto dalla speculazione, dal furto e da problemi di privacy e che la tendenza alla centralizzazione e alla proliferazione di nuovi intermediari sta gi\u00e0 annacquando l&#8217;idea utopistica di un Web decentrato.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, imprese e leader stanno cercando di valutare il potenziale &#8211; e le insidie &#8211; di un panorama in rapido cambiamento, potenzialmente in grado di pagare grossi dividendi alle organizzazioni che agiranno nel modo giusto. Molte imprese stanno testando il Web3 e, mentre alcune hanno ottenuto grossi successi, parecchie aziende di alto profilo (o i loro clienti) stanno scoprendo che non fa per loro. La maggior parte della gente, peraltro, non sa nemmeno cosa sia veramente il Web3: in un sondaggio informale condotto su LinkedIn nel marzo 2022, <strong>quasi il 70% ha detto di non sapere cosa significa questa espressione<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Benvenuti nel mondo ambiguo, contrastato, utopistico, truffaldino, democratizzatore e (forse) decentralizzato del Web3. Ecco cosa dovete sapere.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Dal Web1 al Web3<\/h3>\n<!-- \/divi:heading -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Per darvi un&#8217;idea pi\u00f9 precisa di che cosa sia il Web3, vi faccio un piccolo riassunto.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>All&#8217;inizio c&#8217;era Internet: l&#8217;infrastruttura fisica di cavi e server che consente ai computer, e a chi li manovra, di dialogare tra di loro. L&#8217;ARPANET del governo americano invi\u00f2 il suo primo messaggio nel 1969, ma il web cos\u00ec come lo conosciamo oggi non \u00e8 entrato in funzione fino al 1991, quando il linguaggio HTML e gli URL hanno messo gli utilizzatori in condizione di navigare tra pagine statiche. Consideratelo il web di sola lettura, o <strong>Web1<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Nei primi anni 2000, le cose hanno cominciato a prendere un&#8217;altra piega. Tanto per cominciare, Internet stava diventando pi\u00f9 <strong>interattivo<\/strong>; era un&#8217;epoca di contenuti generati dagli utenti, ossia quello che si potrebbe definire il web di lettura e scrittura. I social media erano una caratteristica fondamentale del Web2 (o Web 2.0, come viene chiamato pi\u00f9 comunemente) e Facebook, Twitter e Tumblr sono venuti a definire questa <strong>nuova esperienza di utilizzo della Rete<\/strong>. YouTube, Wikipedia e Google, oltre a consentirci di pubblicare commenti sui contenuti, hanno accresciuto la nostra capacit\u00e0 di <strong>guardare, imparare, cercare e comunicare<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:image {\"id\":35078,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"743\" src=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/pexels-pixabay-267350-1024x743.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35078\" srcset=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/pexels-pixabay-267350-980x711.jpg 980w, https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/pexels-pixabay-267350-480x348.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure>\n<!-- \/divi:image -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>L&#8217;era del Web2 si basava anche sulla <strong>centralizzazione<\/strong>. Effetti network ed economie di scala hanno prodotto dei vincitori indiscutibili e quelle aziende (molte delle quali elencate in precedenza) hanno prodotto a loro volta una ricchezza strabiliante per se stesse e per gli azionisti, raccogliendo dati sugli utilizzatori e poi vendendo annunci pubblicitari mirati sul loro profilo individuale. Ci\u00f2 le ha messe in condizione di offrire servizi &#8220;gratuiti&#8221;, anche se all&#8217;inizio gli utenti non si rendevano delle implicazioni effettive di questo scambio. Il Web2 ha creato anche occasioni di arricchimento per persone comunissime, specie attraverso l&#8217;economia della condivisione e il ruolo talora estremamente redditizio di influencer.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Ci sono molti aspetti da criticare nel sistema in essere: le aziende che godono di un quasi monopolio non l&#8217;hanno sempre usato responsabilmente; i consumatori, che hanno ormai capito di&nbsp;<em>essere&nbsp;<\/em>il prodotto, sono sempre meno disposti a cedere il controllo dei loro dati personali; ed \u00e8 possibile che l&#8217;economia basata sui messaggi pubblicitari personalizzati sia una bolla fragile che <strong>non rende pi\u00f9 di tanto agli inserzionisti<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Arriviamo cos\u00ec al Web3. I fautori di questa visione la presentano come un <strong>miglioramento radicale<\/strong> destinato a emendare i problemi e gli incentivi perversi del Web2. Vi preoccupate per la privacy? Portadocumenti criptati proteggono la vostra identit\u00e0 virtuale. Temete la censura? Un database decentralizzato immagazzina tutto quanto in modo immutabile e trasparente, impedendo ai moderatori di interferire per cancellare eventuali contenuti impropri. Vi spaventa la centralizzazione? Avete pieno diritto di voto sulle decisioni prese dai network su cui trascorrete il vostro tempo. Ma soprattutto, ottenete una partecipazione che<em>&nbsp;vale qualcosa &#8211;&nbsp;<\/em>non siete prodotti ma proprietari. \u00c8 la visione del web di lettura, scrittura e propriet\u00e0.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:heading {\"level\":3} -->\n<h3>OK, ma che cos&#8217;<em>\u00e8&nbsp;<\/em>il Web3?<\/h3>\n<!-- \/divi:heading -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>I semi di quello che sarebbe diventato il Web3 sono stati piantati nel 1991, quando i ricercatori W. Scott Stornetta e Stuart Haber hanno lanciato la prima blockchain &#8211; un progetto per la <strong>marcatura temporale dei documenti digitali<\/strong>. Ma l&#8217;idea non ha preso veramente piede fino al 2009, quando \u00e8 stato lanciato il bitcoin all&#8217;indomani della crisi finanziaria (e almeno parzialmente in risposta a essa) dall&#8217;inventore che si nascondeva sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. La moneta virtuale per antonomasia, e la tecnologia su cui si fonda, funzionano cos\u00ec: la propriet\u00e0 della criptovaluta viene rilevata su un libro mastro pubblico condiviso e, quando un utilizzatore vuole effettuare un trasferimento, gli &#8220;operatori&#8221; processano la transazione risolvendo un problema matematico complesso mediante il quale aggiungono un nuovo &#8220;blocco&#8221; di dati alla catena e vengono ricompensati con bitcoin di nuova creazione. Mentre la catena del bitcoin viene usata solo per i pagamenti, blockchain pi\u00f9 recenti offrono altre opzioni. Ethereum, che \u00e8 stata lanciata nel 2015, \u00e8 al tempo stesso una criptovaluta e una piattaforma che si pu\u00f2 usare per costruire altre criptovalute e altri progetti basati sulla blockchain. Gavin Wood, uno dei suoi cofondatori, ha definito Ethereum &#8220;un solo computer per l&#8217;intero pianeta&#8221; la cui capacit\u00e0 di elaborazione \u00e8 distribuita su tutto il pianeta e non viene controllata in nessun posto. Oggi, dopo pi\u00f9 di un decennio, i sostenitori di un web basato sulla blockchain dichiarano che siamo agli albori di una nuova era &#8211; il <strong>Web3<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Semplificando al massimo, il Web3 \u00e8 un&#8217;<strong>estensione della criptovaluta<\/strong>, che usa la blockchain in modi nuovi e a nuovi fini. Una blockchain pu\u00f2 registrare il numero di token contenuti in un portafoglio, le condizioni di un contratto che si autoesegue, o il codice di un&#8217;app decentralizzata (dApp). Non tutte le blockchain funzionano nello stesso modo, ma in linea generale le monete vengono usate come incentivi per gli operatori che processano le transazioni. Su catene &#8220;proof of work&#8221; come Bitcoin, risolvere i complessi problemi matematici necessari per processare le transazioni \u00e8 compito strutturalmente ad alto impegno mentale ed energetico. Sulle catene &#8220;proof of stake&#8221;, che sono pi\u00f9 recenti ma sempre pi\u00f9 diffuse, la processazione delle transazioni richiede agli operatori semplicemente una verifica di legittimit\u00e0 &#8211; un lavoro molto pi\u00f9 efficiente. In entrambi i casi, i dati sulle transazioni sono pubblici, anche se i portafogli degli utilizzatori vengono identificati solo da un indirizzo generato crittograficamente. Le blockchain sono &#8220;solo in scrittura&#8221; &#8211; vuol dire che si possono aggiungere dati, ma non si possono cancellare.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:image {\"id\":35079,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/shubham-dhage-JlijbOtSWuw-unsplash-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35079\" srcset=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/shubham-dhage-JlijbOtSWuw-unsplash-980x551.jpg 980w, https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/shubham-dhage-JlijbOtSWuw-unsplash-480x270.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure>\n<!-- \/divi:image -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Il Web3 e le criptovalute si basano su blockchain &#8220;permissionless&#8221;, che non hanno nessun controllo centralizzato e non impongono agli utilizzatori di fidarsi di altri utilizzatori (e nemmeno di conoscerli) per fare affari con loro. \u00c8 sostanzialmente ci\u00f2 che intendono le persone quando parlano della blockchain. \u00abIl Web3 \u00e8 un Internet di propriet\u00e0 dei costruttori e degli utilizzatori, orchestrato dai token\u00bb, dice Chris Dixon, partner della societ\u00e0 di venture capital a16z e uno dei primi sostenitori del Web3, oltre che uno dei maggiori investitori in questa nuova tecnologia, prendendo in prestito una definizione del consulente specializzato Packy McCormick. \u00c8 una rivoluzione perch\u00e9 viene a modificare una dinamica fondativa del web di oggi, in cui le aziende estraggono dagli utilizzatori tutti i possibili dati. Token e propriet\u00e0 condivisa, spiega Dixon, risolvono \u00abil problema critico dei network centralizzati, dove il valore viene accumulato da una sola azienda, che poi finisce per combattere contro i suoi utilizzatori e contro i suoi partner\u00bb.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Nel 2014, Wood di Ethereum ha scritto un post storico in cui delineava la sua visione della nuova era. Il Web3 \u00e8 una &#8220;<strong>re-immaginazione delle cose per cui usiamo gi\u00e0 il web<\/strong>, ma con un modello radicalmente diverso per l&#8217;interazione tra le parti&#8221;, osservava. &#8220;Le informazioni che riteniamo siano di pubblico dominio, le pubblichiamo. Le informazioni che assumiamo siano condivise, le mettiamo su un registro di condivisione del consenso. Le informazioni che consideriamo siano private, le teniamo segrete e non le riveliamo mai&#8221;. In questa visione, tutte le comunicazioni sono criptate, e le identit\u00e0 sono nascoste. &#8220;In poche parole, organizziamo il sistema in modo da imporre matematicamente i nostri assunti precedenti, perch\u00e9 non ci si pu\u00f2 fidare ragionevolmente di nessun Governo o di nessuna organizzazione&#8221;.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Da allora l&#8217;idea si \u00e8 evoluta e sono cominciati ad affiorare nuovi casi d&#8217;uso. Il servizio in streaming Web3 Sound.xyz promette condizioni pi\u00f9 favorevoli per gli artisti. Videogiochi che si basano sulla blockchain, come l&#8217;emulo dei Pok\u00e9mon Axie Infinity, consentono agli utilizzatori di guadagnare soldi intanto che giocano. I cosiddetti &#8220;stablecoin&#8221;, il cui valore \u00e8 agganciato al dollaro, all&#8217;euro o a qualche altro riferimento esterno, sono stati presentati come <strong>strumenti migliorativi del sistema finanziario globale<\/strong>. E le criptovalute hanno preso piede come soluzione per i pagamenti internazionali, specie per gli utilizzatori che operano in ambienti instabili.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>\u00abLa blockchain \u00e8 un nuovo tipo di computer\u00bb, mi ha detto Dixon. Proprio come ci sono voluti anni per capire la misura in cui PC e smartphone hanno trasformato il nostro modo di usare la tecnologia, la blockchain ha avuto una lunga fase di incubazione. Oggi, aggiunge, \u00abpenso che potremmo essere nel periodo aureo del Web3, con tutti gli imprenditori che ci stanno entrando\u00bb. Anche se al centro dell&#8217;attenzione ci sono stati soprattutto i prezzi folli delle transazioni, come nel caso della vendita di Beeple, la storia \u00e8 pi\u00f9 complessa. \u00abLa stragrande maggioranza delle operazioni che vedo sono molto pi\u00f9 modeste e incentrate su comunit\u00e0 specifiche\u00bb, osserva &#8211; come nel caso di Sound.xyz. Mentre il numero degli utilizzatori era un indicatore critico di successo per un&#8217;azienda del Web2, il coinvolgimento degli utilizzatori \u00e8 un indicatore pi\u00f9 attendibile di ci\u00f2 che potrebbe rappresentare il successo nel Web3.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Dixon sta scommettendo forte su questo futuro. Lui e a16z hanno iniziato a puntare sul nuovo business nel 2013 e l&#8217;anno scorso hanno investito 2,2 miliardi di dollari in aziende del Web3. Il numero di sviluppatori attivi al lavoro sulla codifica del Web3 \u00e9 pressoch\u00e9 raddoppiato nel 2021, a quasi 18.000 &#8211; non un numero stratosferico a livello globale, ma comunque considerevole. Ma la notazione pi\u00f9 importante \u00e8 che i progetti Web3 sono entrati a far parte dello spirito dei tempi, e la suggestione \u00e8 innegabile.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Ma come ci ricordano startup di alto profilo che si sono auto immolate, come Theranos e WeWork, l&#8217;interesse del pubblico non \u00e8 tutto. Ma cosa accadr\u00e0 adesso? E a cosa dovreste prestare attenzione?<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Cosa potrebbe significare il Web3<\/h3>\n<!-- \/divi:heading -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Il Web3 presenter\u00e0 alcune differenze fondamentali rispetto al Web2: gli utilizzatori non avranno bisogno di login separati per tutti i siti che visitano, ma useranno invece un&#8217;identit\u00e0 centralizzata (probabilmente il portadocumenti criptato) che contiene tutte le loro informazioni. Avranno pi\u00f9 controllo sui siti che visiteranno, perch\u00e9 guadagneranno o compreranno dei &#8220;gettoni&#8221; che consentiranno loro di votare sulle decisioni o di sbloccare delle funzionalit\u00e0.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Non \u00e8 ancora chiaro se il prodotto sar\u00e0 veramente all&#8217;altezza delle aspettative. Le previsioni su come potrebbe apparire il Web3 una volta a regime sono solo congetture, ma alcuni progetti hanno raggiunto dimensioni di tutto rispetto. The Bored Ape Yacht Club (BAYC), NBA Top Shot e il colosso del cryptogaming Dapper Labs hanno costruito comunit\u00e0 di successo intorno agli NFT. Stanze di compensazione come Coinbase (per l&#8217;acquisto, la vendita e la conservazione di criptovalute) e OpenSea (il pi\u00f9 grande mercato digitale per crypto collectibles e NFT) hanno creato rampe di accesso al Web3 per persone che non hanno un know how tecnico sufficiente.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Mentre aziende come Microsoft, Overstock e PayPal accettano criptovalute da anni, gli NFT &#8211; che ultimamente sono diventati molto popolari &#8211; sono il mezzo principale con cui i brand stanno sperimentando il Web3. In termini pratici, l&#8217;NFT \u00e8 una via di mezzo tra un <strong>attestato di propriet\u00e0, un certificato di autenticit\u00e0 e una tessera associativa<\/strong>. Pu\u00f2 conferire la &#8220;propriet\u00e0&#8221; di opere d&#8217;arte digitali (di solito la propriet\u00e0 viene registrata sulla blockchain e un link porta a un&#8217;immagine situata da qualche parte) o i diritti di accesso a un determinato gruppo. Gli NFT possono operare su una scala pi\u00f9 ridotta rispetto alle monete perch\u00e9 creano dei loro ecosistemi e non richiedono nient&#8217;altro che una comunit\u00e0 di persone che apprezzano il progetto. Per esempio, le figurine del baseball sono preziose solo per alcuni collezionisti, che per\u00f2 credono<em>&nbsp;veramente<\/em>&nbsp;nel loro valore.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Le incursioni pi\u00f9 riuscite di aziende tradizionali del Web3 sono quelle che creano comunit\u00e0 o si connettono con comunit\u00e0 preesistenti. Considerate la NBA: Top Shot \u00e8 stato uno dei primi progetti NFT messi in campo da un brand tradizionale, e dava ai tifosi la possibilit\u00e0 di acquistare e vendere videoclip, denominati &#8220;moments&#8221; (per esempio, una schiacciata di LeBron James), che funzionano come figurine virtuali. Ha avuto successo perch\u00e9 creava un nuovo tipo di comunit\u00e0 per i fan della pallacanestro, molti dei quali collezionavano gi\u00e0 figurine dei giocatori. Altri brand di primo piano, come Nike, Adidas e Under Armour, hanno aggiunto uno strato digitale alle loro comunit\u00e0 preesistenti di collezionisti. Tutte e tre le aziende offrono NFT che si possono usare nel mondo digitale &#8211; e consentono per esempio al proprietario di creare un avatar &#8211; o danno accesso a prodotti limited edition o a vendite speciali del mondo reale. Adidas ha venduto NFT per 23 milioni di dollari in meno di un giorno e ha creato istantaneamente un mercato secondario su OpenSea, proprio come potrebbe accadere dopo una vendita limitata di nuove scarpe da basket. Analogamente, la rivista<em>&nbsp;Time<\/em>&nbsp;ha lanciato un progetto NFT per costruire una comunit\u00e0 online intorno alla sua lunga e prestigiosa storia.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Bored Ape Yacht Club \u00e8 il caso pi\u00f9 brillante di popolarizzazione di un progetto NFT. Combinando pubblicit\u00e0 ed esclusivit\u00e0, BAYC d\u00e0 accesso a party reali e a eventi online, oltre a conferire diritti di utilizzo dell&#8217;immagine della scimmia &#8211; a tutto beneficio del brand. L&#8217;NFT di una scimmia fa entrare il suo proprietario in un club esclusivo, sia figurativamente sia letteralmente.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Una lezione che possiamo trarre da questi sforzi \u00e8 che le rampe di accesso contano, ma diventano meno importanti a fronte di un maggior <strong>coinvolgimento della comunit\u00e0<\/strong>. Ottenere un crypto wallet non \u00e8 difficile, ma \u00e8 un passo aggiuntivo. Perci\u00f2 Top Shot non lo richiede &#8211; gli utilizzatori possono semplicemente inserire i dati della carta di credito &#8211; il che l&#8217;ha aiutata ad acquisire utilizzatori privi di familiarit\u00e0 con gli NFT. The Bored Ape Yacht Club era un business di nicchia, ma quando \u00e8 decollato ha fatto da catalizzatore per la creazione di wallet e per l&#8217;ulteriore sviluppo di OpenSea.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Alcune aziende hanno avuto esperienze pi\u00f9 complesse con progetti NFT e caratteristiche crypto. Per esempio, quando Jason Citron, il CEO di Discord, un servizio di comunicazione in voce, video e testo, ha accennato all&#8217;idea di introdurre una caratteristica in grado di connettere l&#8217;app ai crypto wallet, gli utilizzatori si sono ammutinati, costringendolo a dichiarare che l&#8217;azienda \u00abnon aveva in corso piani\u00bb per lanciare quell&#8217;innovazione. Il brand di biancheria intima Me Undies e la sezione britannica del World Wildlife Fund hanno abbandonato velocemente i progetti NFT dopo la rivolta dei clienti e dei soci, infuriati per l&#8217;impatto ambientale. Anche i casi di successo hanno incontrato serie difficolt\u00e0. Nike sta combattendo una battaglia legale per far &#8220;distruggere&#8221; NFT non autorizzati, e OpenSea deve vedersela con un gran numero di imitatori. Poich\u00e9 la blockchain \u00e8 immutabile, questa sua caratteristica pone questioni giuridiche nuove e non \u00e8 chiaro come faranno le aziende a gestire il problema. Inoltre, ultimamente, il mercato degli NFT si bloccato del tutto.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Le aziende che stanno valutando la possibilit\u00e0 di entrare in questo ambito dovrebbero ricordarsi che il <strong>Web3 \u00e8 polarizzante<\/strong> e che non ci sono garanzie di sorta. Tra i numerosi aspetti controversi, il pi\u00f9 importante \u00e8 la contrapposizione tra coloro che credono in ci\u00f2 che<em>&nbsp;potrebbe<\/em>&nbsp;essere il Web3 e i critici che ne denunciano i tanti limiti attuali.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Le accuse al Web3<\/h3>\n<!-- \/divi:heading -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Gli esordi di una tecnologia sono sempre ricchi di promesse. Le possibilit\u00e0 sono infinite, e l&#8217;attenzione degli osservatori si concentra su ci\u00f2 che pu\u00f2 fare &#8211; o che&nbsp;<em>far\u00e0<\/em>, secondo gli ottimisti. Sono abbastanza vecchio per ricordarmi di quando si diceva che il dialogo totalmente aperto consentito da Twitter e Facebook avrebbe diffuso la democrazia in tutto il mondo. Poich\u00e9 l&#8217;aura di inevitabilit\u00e0 (e di profittabilit\u00e0) del Web3 continua a fare nuovi proseliti, bisogna tener conto di ci\u00f2 che potrebbe andare storto e prendere atto di ci\u00f2 che va<em>&nbsp;gi\u00e0<\/em>&nbsp;storto.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p><strong>La speculazione abbonda.<\/strong>&nbsp;Gli scettici affermano che, nonostante tutta la retorica sulla democratizzazione, i diritti di propriet\u00e0 e la costruzione di una enorme ricchezza per tutti, il Web 3 non \u00e8 altro che una gigantesca <strong>economia speculativa <\/strong>destinata a rendere ancora pi\u00f9 ricchi alcuni ricchi di oggi. \u00c8 facile capire come si giustifica questa argomentazione. Il primo 0,01% dei proprietari di Bitcoin possiede il 27% dell&#8217;offerta totale. Sono stati riferiti casi di wash trading, o vendita di asset a se stessi, e manipolazione del mercato sia nelle criptovalute sia negli NFT, meccanismi che fanno aumentare artificiosamente il valore e consentono ai proprietari di guadagnare monete digitali con operazioni fasulle. In un&#8217;intervista trasmessa sul podcast&nbsp;<em>The Dig<\/em>, i giornalisti Edward Ongweso Jr. e Jacob Silverman hanno descritto l&#8217;intero sistema come un elaborato spostamento di ricchezza verso l&#8217;alto. Su&nbsp;<em>The Atlantic<\/em>, l&#8217;investitore Rex Woodbury ha definito il Web3 &#8220;la finanziarizzazione di tutto&#8221; (e non in senso buono). A un livello pi\u00f9 analitico, Molly White, un&#8217;ingegnera informatica, ha creato il sito <em>Web3 Is Going Just Great<\/em>, dove denuncia il malaffare che imperversa nel mondo del Web3, mettendo in luce le insidie di questo Far West contemporaneo.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p><strong>La natura imprevedibile e speculativa dei mercati potrebbe essere una caratteristica permanente, non un baco del sistema. <\/strong>Secondo il tecnologo David Rosenthal, la speculazione sulle criptovalute \u00e8 il motore che alimenta il Web3 &#8211; che non potrebbe funzionare in sua assenza. \u00abUna blockchain permissionless&nbsp;<em>ha bisogno<\/em> di una criptovaluta per funzionare e questa criptovaluta&nbsp;<em>ha bisogno<\/em>&nbsp;della speculazione per funzionare\u00bb, ha detto in un discorso tenuto a Stanford all&#8217;inizio del 2022. In buona sostanza, egli descrive uno schema a piramide: le blockchain devono dare qualcosa alle persone in cambio del loro concorso volontario all&#8217;elaborazione informatica e le criptovalute sono la ricompensa &#8211; ma il sistema funziona solo se altri sono disposti ad acquistarle nella convinzione che varranno di pi\u00f9 in futuro. Stephen Diehl, tecnologo e nemico giurato del Web, ha liquidato elegantemente la blockchain come \u00abun meccanismo statico la cui sola applicazione \u00e8 la creazione di schemi di investimento in criptovalute che resistono alla censura, un&#8217;invenzione le cui esternalit\u00e0 negative e la cui nocivit\u00e0 potenziale superano di gran lunga tutti i possibili utilizzi\u00bb.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p><strong>\u00c8 una tecnologia poco pratica (e<em>&nbsp;costosa<\/em>)<\/strong>.&nbsp;Sono in molti a domandarsi se il Web3 &#8211; o pi\u00f9 in generale la blockchain &#8211; pu\u00f2 essere veramente la tecnologia che definir\u00e0 la prossima era di Internet. \u00abAnche se condividete la filosofia e logica economica che ci stanno dietro, le criptovalute sono un disastro annunciato in termini di architettura software\u00bb, dice Grady Booch, chief scientist for software engineering di IBM Research. La tecnologia comporta sempre dei trade-off, ha spiegato Booch in una conversazione su Twitter Spaces, e il costo di un sistema &#8220;trustless&#8221; \u00e8 la sua intrinseca inefficienza, che gli consente di processare solo un numero limitato di transazioni al minuto &#8211; pochissimi dati rispetto a quelli che \u00e8 in grado di processare un sistema centralizzato come, per dire, Amazon Web Services. La decentralizzazione rende la tecnologia pi\u00f9 complicata e ulteriormente inavvicinabile, anzich\u00e9 pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 accessibile, per gli utilizzatori inesperti.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Anche se il problema si pu\u00f2 risolvere aggiungendo nuovi strati in grado di accelerare i processi, in questo modo si rende pi\u00f9 centralizzato l&#8217;intero sistema, vanificandone lo scopo. Moxie Marlinspike, fondatore dell&#8217;app di messaggistica criptata Signal, la mette in questi termini: \u00abNel momento in cui un ecosistema distribuito si centralizza per comodit\u00e0 intorno a una piattaforma, unisce il peggio dei due mondi: il controllo \u00e8 centralizzato, ma il sistema \u00e8 ancora abbastanza distribuito da restare bloccato nel tempo\u00bb.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>In questo momento, l&#8217;inefficienza della blockchain ha un costo tutt&#8217;altro che trascurabile. I costi di transazione su Bitcoin ed Ethereum (che li chiama gas fee), possono andare da una decina ad alcune centinaia di dollari. Archiviare un megabyte di dati sul registro distribuito di una blockchain pu\u00f2 costare migliaia, o addirittura decine di migliaia, di dollari &#8211; s\u00ec, avete letto giusto. Ecco perch\u00e9 probabilmente in realt\u00e0 l&#8217;NFT che avete acquistato non sta su una blockchain. Il codice che designa la vostra propriet\u00e0 include un indirizzo, che \u00e8 quello del luogo virtuale in cui si trova l&#8217;immagine. Ci\u00f2 pu\u00f2 causare, e ha causato effettivamente, dei problemi, tra cui la sparizione del vostro costoso acquisto se il server su cui si trova <em>effettivamente<\/em>&nbsp;smette di funzionare.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p><strong>Consente molestie e abusi<\/strong>.&nbsp;La possibilit\u00e0 di conseguenze disastrose indesiderate \u00e8 molto concreta. &#8220;Mentre i sostenitori della blockchain parlano di un \u201cfuturo del web\u201d basato sui registri pubblici, sull&#8217;anonimato e sull&#8217;immutabilit\u00e0&#8221;, scrive Molly White, &#8220;coloro che sono stati molestati online inorridiscono, perch\u00e9 ovvi strumenti di molestie e abusi vengono trascurati, se non presentati come caratteristiche positive&#8221;. Anche se i crypto wallet assicurano teoricamente l&#8217;anonimato, il fatto che le transazioni siano pubbliche implica che si possono far risalire ai singoli individui. (L&#8217;FBI \u00e8 molto bravo in questo, il che spiega perch\u00e9 le operazioni criptate non si prestano bene all&#8217;attivit\u00e0 criminale). &#8220;Immaginate cosa accadrebbe se, quando pagate con Venmo met\u00e0 del conto del ristorante all&#8217;amico che avete conosciuto su Tinder, gli altri potessero vedere tutte le altre transazioni che avete fatto in precedenza&#8221;, con altri corteggiatori, con lo psicoterapeuta e con il droghiere sotto casa. Nelle mani di un ex partner manesco o di uno stalker, quelle informazioni potrebbero mettere in pericolo la vostra vita.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>L&#8217;immutabilit\u00e0 della blockchain implica inoltre che i dati non si possono distruggere. Non c&#8217;\u00e8 modo di cancellare alcunch\u00e9, da un post deplorevole al revenge porn. L&#8217;immutabilit\u00e0 potrebbe anche creare grossi problemi per il Web3 in alcune parti del mondo, come l&#8217;Europa, dove la General Data Protection Regulation (GDPR) assicura il diritto alla cancellazione dei dati personali.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p><strong>Attualmente \u00e8 molto dannoso per l&#8217;ambiente.<\/strong>&nbsp;L&#8217;impatto ambientale del Web3 \u00e8 molto pesante ed estremamente dannoso. Si pu\u00f2 dividere in due categorie: uso dell&#8217;energia e rifiuti tecnologici, entrambi prodotti dell&#8217;attivit\u00e0 di mining. Mettere in moto un network che dipende da supercomputer in competizione tra loro per la soluzione di equazioni complesse, tutte le volte che volete salvare dei dati su una blockchain, assorbe un&#8217;enorme quantit\u00e0 di energia. Genera anche rifiuti elettronici: secondo Rosenthal, il bitcoin produce \u00abmediamente i rifiuti elettronici di un intero MacBook Air per ogni transazione \u201ceconomicamente significativa\u201d\u00bb, perch\u00e9 i miner usano grosse quantit\u00e0 di hardware. La ricerca su cui fonda questa affermazione, condotta da Alex de Vries e Christin Stoll, dimostra che i rifiuti elettronici creati annualmente da Bitcoin equivalgono a quelli prodotti da un Paese delle dimensioni dell&#8217;Olanda.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>\u00c8 difficile prevedere se e come questi problemi saranno risolti, anche perch\u00e9 non \u00e8 ancora chiaro se il Web3 prender\u00e0 veramente piede. La blockchain \u00e8 una tecnologia in cerca di un uso reale, dice l&#8217;esperto di tecnologia Evgeny Morozov. \u00abIl modello di business di quasi tutte le iniziative commerciali che si fondano sul Web3 \u00e8 estremamente autoreferenziale e si nutre della fede della gente nel passaggio inevitabile dal Web 2.0 al Web3\u00bb. Tim O&#8217;Reilly, che ha coniato il termine &#8221; Web 2.0&#8243; per descrivere il predominio delle piattaforme nei primi anni Duemila, afferma che stiamo assistendo a un boom di investimenti che ricorda da vicino l&#8217;era delle dot.com prima dell&#8217;implosione. \u00abWeb 2.0 non era semplicemente il nome di una versione; indicava la rinascita del web dopo il tracollo delle dot.com\u00bb, dice. \u00abNon penso che potremmo chiamare il Web3 con questo nome se non dopo la fine delle criptovalute, perch\u00e9 solo allora riusciremo a capire cos&#8217;\u00e8 rimasto in piedi\u00bb.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Se \u00e8 vero, allora l&#8217;innovazione arriver\u00e0 imponendo un costo significativo. Come osserva Hilary Allen, una docente di diritto della American University, oggi il sistema, \u00abrispecchia e amplifica le fragilit\u00e0 delle innovazioni bancarie che hanno prodotto la crisi finanziaria del 2008\u00bb. Se esplodesse, la bolla del Web3, potrebbe lasciare molta gente nelle peste.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Siamo tornati agli inizi<\/h3>\n<!-- \/divi:heading -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Ma dove sta andando esattamente il Web3? Il cofondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, ha espresso delle preoccupazioni sulla direzione che sta prendendo la sua creatura, ma continua a essere ottimista. Rispondendo a Marlinspike sulla pagina Reddit di Ethereum, ha riconosciuto che il fondatore di Signal presentava &#8220;una critica corretta alla<em>&nbsp;situazione attuale<\/em>&nbsp;dell&#8217;ecosistema&#8221;, ma ribadiva che il web decentralizzato stia guadagnando terreno, e piuttosto rapidamente. Tra poco, il lavoro attualmente in corso &#8211; la creazione di librerie di codice &#8211; faciliter\u00e0 per altri sviluppatori la collaborazione su progetti Web3. \u00abIo penso che il mondo della blockchain decentralizzata e correttamente autorizzata sia ormai prossimo e molto pi\u00f9 vicino di quanto non si pensi comunemente\u00bb.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Tanto per cominciare, la proof of work &#8211; il sistema strutturalmente inefficiente su cui si reggono Bitcoin ed Ethereum, sta andando fuori moda. Anzich\u00e9 dal mining, che impiega enormi quantit\u00e0 di energia, la validazione viene sempre pi\u00f9 frequentemente da utilizzatori-soci chiamati ad approvare le transazioni. Ethereum stima che il passaggio alla proof of stake ridurr\u00e0 l\u2019impiego di energia del 99,95%, rendendo nel contempo la piattaforma pi\u00f9 veloce e pi\u00f9 efficiente. Solana, una nuova blockchain che usa la proof of stake e la &#8220;proof of history&#8221;, un meccanismo che si basa sulla marcatura temporale, \u00e8 in grado di processare 65.000 transazioni al secondo (contro le 15 e le 7 che processano oggi, rispettivamente, Ethereum e Bitcoin) e impiega pi\u00f9 o meno la stessa energia di due ricerche su Google &#8211; un consumo che compensa con l&#8217;acquisto di crediti di carbonio.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Alcune aziende stanno adottando un approccio ibrido alla blockchain, che offre gli stessi benefici senza comportarne i limiti. \u00abCi sono tante nuove architetture realmente interessanti, che mettono sulla blockchain certe cose ma non altre\u00bb, mi ha detto Buterin. Un social network, per esempio, potrebbe registrare sulla blockchain i vostri follower e le persone che seguite, ma non i vostri post, dandovi cos\u00ec la possibilit\u00e0 di cancellarli.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>I modelli ibridi possono anche aiutare ad affrontare i vincoli della GDPR e di altre normative. \u00abPer rispettare il diritto alla cancellazione\u00bb, spiegano Cindy Compert, Maurizio Luinetti e Bertrand Portier in libro bianco pubblicato da IBM, \u00abi dati personali andrebbero isolati dalla blockchain in un deposito di data store esterno alla catena, lasciando esposti sulla blockchain solo i riferimenti crittografici&#8221;. In questo modo, i dati personali si possono cancellare nel rispetto della GDPR senza danneggiare la catena.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Bene o male, la regolamentazione arriver\u00e0 &#8211; lentamente &#8211; e definir\u00e0 il prossimo capitolo del Web3. La Cina ha messo al bando le criptovalute, come hanno fatto anche Algeria, Bangladesh, Egitto, Iraq, Marocco, Oman, Qatar e Tunisia. L&#8217;Europa sta prendendo in considerazione norme ambientali che dovrebbero limitare o vietare del tutto le blockchain incentrate sulla proof of work. Negli Stati Uniti, l&#8217;amministrazione Biden ha emesso nel mese di marzo un ordine esecutivo che impone al governo federale di predisporre la regolamentazione delle criptovalute.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Con tutti questi aspetti ancora in discussione, il Web3 rimane una scommessa ad alto rischio e alti guadagni. Certe aziende e certi settori hanno pi\u00f9 interesse di altri a tentare la fortuna, specie quelli che sono stati tagliati fuori in ere precedenti del Web. Non \u00e8 un caso che una media company come&nbsp;<em>Time<\/em>&nbsp;sia interessata alle opportunit\u00e0 offerte dal Web3 dopo la frantumazione del suo modello di business da parte del Web2. Altre organizzazioni &#8211; come Nike e la NBA, che hanno gi\u00e0 sperimentato vendite contingentate e fasi di commoditizzazione &#8211; potrebbero scoprire che i loro modelli di business si integrano agevolmente nel nuovo ambiente virtuale. Altre imprese non avranno di fronte una scelta cos\u00ec facile.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Gli ambiziosi proclami che circondano il Web3 &#8211; che conquister\u00e0 Internet, ribalter\u00e0 il sistema finanziario, ridistribuir\u00e0 la ricchezza e render\u00e0 nuovamente democratica la Rete &#8211; andrebbero presi con le pinze. Abbiamo gi\u00e0 sentito dire tutte queste cose e abbiamo gi\u00e0 visto casi di euforia da Web3 finire in una bolla di sapone. Ma ci\u00f2 non significa che si dovrebbe darlo gi\u00e0 per finito. Forse esploder\u00e0, forse fallir\u00e0, ma in qualche modo rester\u00e0 comunque con noi. La versione che si affermer\u00e0 &#8211; e il modo in cui reagir\u00e0 la vostra azienda &#8211; potrebbero determinare il futuro dell&#8217;economia digitale e della vita che vivremo online nella prossima era di Internet. Per ora, quel futuro \u00e8 ancora a portata di mano. Nulla, dopotutto, \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->\n\n<!-- divi:paragraph -->\n<p>Thomas Stackpole&nbsp;\u00e8 senior editor della&nbsp;<em>Harvard Business Review<\/em>.<\/p>\n<!-- \/divi:paragraph -->[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><div class=\"et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular\" >\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div><div class=\"et_pb_row et_pb_row_0 et_pb_row_empty\">\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div><div class=\"et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light\">\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div> C\u2019\u00e8 chi ci crede incondizionatamente. Ma per qualcuno \u00e8 un\u2019utopia di Thomas Stackpole Vi ricordate la prima volta&nbsp;che avete sentito parlare dei bitcoin? 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Forse avete temuto per un attimo di restare tagliati fuori, mentre chi li acquistava per tempo avrebbe accumulato quasi da un giorno all\u2019altro una piccola fortuna. O forse vi siete solo domandati se non avreste dovuto avere una strategia sulle criptovalute nell'eventualit\u00e0 che&nbsp;<em>decollassero effettivamente<\/em>.<\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Molto probabilmente, non appena siete venuti a conoscenza del fenomeno c'\u00e8 stato un crollo della nuova moneta virtuale. Ogni uno o due anni, il <strong>valore del bitcoin cala vistosamente<\/strong>. Ogni volta che succede, gli scettici lo danno immediatamente per morto, dicendo che era sempre stato una trappola per gonzi e un meccanismo perverso ideato da tecno-libertari e persone che odiano le banche. Dicono che non aveva mai avuto un futuro accanto alle&nbsp;<em>vere&nbsp;<\/em>aziende tecnologiche, poi se ne dimenticano e tornano alla loro vita di tutti i giorni. E poi, il bitcoin torna a salire. Oggi sembra essere dappertutto. Le criptovalute, tuttavia, sono solo la punta dell'iceberg. La tecnologia sottostante, la blockchain, viene definita un \"libro mastro distribuito\" - un database gestito da una rete di computer anzich\u00e9 da un unico server - che offre agli utilizzatori un modo immutabile e trasparente per immagazzinare le informazioni.&nbsp;<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":35068,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/jeremy-bezanger-lGk0rI_Kp6E-unsplash-2-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35068\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi la blockchain viene impiegata a nuovi fini: ad esempio, per creare <strong>\"certificati di propriet\u00e0\",<\/strong> che attestano la titolarit\u00e0 di oggetti digitali unici - i cosiddetti <strong>non fungible token (NFT)<\/strong>. Gli NFT sono esplosi nel 2022, creando apparentemente dal nulla un mercato che vale 41 miliardi di dollari. Beeple, per esempio, ha fatto sensazione l'anno scorso quando l'NFT di una sua opera d'arte \u00e8 stato battuto all'asta da Christie's per 69 milioni di dollari. Parenti ancora pi\u00f9 esoterici come i DAO, acronimo di \"decentralized autonomous organizations\", operano come aziende prive di gerarchie: raccolgono e spendono soldi, ma tutte le decisioni vengono sottoposte alla votazione dei soci e vengono attuate in base a regole codificate. Una DAO ha raccolto recentemente 47 milioni di dollari nel tentativo di acquistare una rara copia della Costituzione degli Stati Uniti. I sostenitori della DeFi (o \"decentralized finance\", che mira a ricostruire il sistema finanziario globale) stanno facendo pressioni sul Congresso e promettono un futuro senza banche.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'insieme di questi sforzi va sotto il nome di \"Web3\". \u00c8 una comoda abbreviazione del progetto finalizzato a <strong>riprogrammare le modalit\u00e0 di funzionamento della Rete<\/strong>, utilizzando la blockchain per cambiare il modo in cui le informazioni vengono archiviate, condivise e possedute. In teoria, un Web basato sulla blockchain potrebbe infrangere i monopoli che governano il controllo delle informazioni, la distribuzione della ricchezza e persino le modalit\u00e0 di lavoro di network e grandi imprese. I suoi fautori affermano che il Web3 creer\u00e0 nuove economie, nuove categorie di prodotti e nuovi servizi online; che riporter\u00e0 la democrazia nella Rete; e che definir\u00e0 la nuova era di Internet.&nbsp;<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>O \u00e8 solo un'utopia? Pur essendo innegabile la convergenza di energie, denaro e talenti in atto su progetti Web3, ricostruire Internet \u00e8 un'impresa immane. Nonostante tutte le sue promesse, la blockchain deve ancora superare i grossi <strong>ostacoli tecnici, ambientali, etici e normativi<\/strong> che la separano dall'egemonia. Un coro sempre pi\u00f9 numeroso di scettici mette in guardia l'opinione pubblica, spiegando che il Web3 \u00e8 corrotto dalla speculazione, dal furto e da problemi di privacy e che la tendenza alla centralizzazione e alla proliferazione di nuovi intermediari sta gi\u00e0 annacquando l'idea utopistica di un Web decentrato.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel frattempo, imprese e leader stanno cercando di valutare il potenziale - e le insidie - di un panorama in rapido cambiamento, potenzialmente in grado di pagare grossi dividendi alle organizzazioni che agiranno nel modo giusto. Molte imprese stanno testando il Web3 e, mentre alcune hanno ottenuto grossi successi, parecchie aziende di alto profilo (o i loro clienti) stanno scoprendo che non fa per loro. La maggior parte della gente, peraltro, non sa nemmeno cosa sia veramente il Web3: in un sondaggio informale condotto su LinkedIn nel marzo 2022, <strong>quasi il 70% ha detto di non sapere cosa significa questa espressione<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Benvenuti nel mondo ambiguo, contrastato, utopistico, truffaldino, democratizzatore e (forse) decentralizzato del Web3. Ecco cosa dovete sapere.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Dal Web1 al Web3<\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per darvi un'idea pi\u00f9 precisa di che cosa sia il Web3, vi faccio un piccolo riassunto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>All'inizio c'era Internet: l'infrastruttura fisica di cavi e server che consente ai computer, e a chi li manovra, di dialogare tra di loro. L'ARPANET del governo americano invi\u00f2 il suo primo messaggio nel 1969, ma il web cos\u00ec come lo conosciamo oggi non \u00e8 entrato in funzione fino al 1991, quando il linguaggio HTML e gli URL hanno messo gli utilizzatori in condizione di navigare tra pagine statiche. Consideratelo il web di sola lettura, o <strong>Web1<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nei primi anni 2000, le cose hanno cominciato a prendere un'altra piega. Tanto per cominciare, Internet stava diventando pi\u00f9 <strong>interattivo<\/strong>; era un'epoca di contenuti generati dagli utenti, ossia quello che si potrebbe definire il web di lettura e scrittura. I social media erano una caratteristica fondamentale del Web2 (o Web 2.0, come viene chiamato pi\u00f9 comunemente) e Facebook, Twitter e Tumblr sono venuti a definire questa <strong>nuova esperienza di utilizzo della Rete<\/strong>. YouTube, Wikipedia e Google, oltre a consentirci di pubblicare commenti sui contenuti, hanno accresciuto la nostra capacit\u00e0 di <strong>guardare, imparare, cercare e comunicare<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":35078,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/pexels-pixabay-267350-1024x743.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35078\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'era del Web2 si basava anche sulla <strong>centralizzazione<\/strong>. Effetti network ed economie di scala hanno prodotto dei vincitori indiscutibili e quelle aziende (molte delle quali elencate in precedenza) hanno prodotto a loro volta una ricchezza strabiliante per se stesse e per gli azionisti, raccogliendo dati sugli utilizzatori e poi vendendo annunci pubblicitari mirati sul loro profilo individuale. Ci\u00f2 le ha messe in condizione di offrire servizi \"gratuiti\", anche se all'inizio gli utenti non si rendevano delle implicazioni effettive di questo scambio. Il Web2 ha creato anche occasioni di arricchimento per persone comunissime, specie attraverso l'economia della condivisione e il ruolo talora estremamente redditizio di influencer.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci sono molti aspetti da criticare nel sistema in essere: le aziende che godono di un quasi monopolio non l'hanno sempre usato responsabilmente; i consumatori, che hanno ormai capito di&nbsp;<em>essere&nbsp;<\/em>il prodotto, sono sempre meno disposti a cedere il controllo dei loro dati personali; ed \u00e8 possibile che l'economia basata sui messaggi pubblicitari personalizzati sia una bolla fragile che <strong>non rende pi\u00f9 di tanto agli inserzionisti<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arriviamo cos\u00ec al Web3. I fautori di questa visione la presentano come un <strong>miglioramento radicale<\/strong> destinato a emendare i problemi e gli incentivi perversi del Web2. Vi preoccupate per la privacy? Portadocumenti criptati proteggono la vostra identit\u00e0 virtuale. Temete la censura? Un database decentralizzato immagazzina tutto quanto in modo immutabile e trasparente, impedendo ai moderatori di interferire per cancellare eventuali contenuti impropri. Vi spaventa la centralizzazione? Avete pieno diritto di voto sulle decisioni prese dai network su cui trascorrete il vostro tempo. Ma soprattutto, ottenete una partecipazione che<em>&nbsp;vale qualcosa -&nbsp;<\/em>non siete prodotti ma proprietari. \u00c8 la visione del web di lettura, scrittura e propriet\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3>OK, ma che cos'<em>\u00e8&nbsp;<\/em>il Web3?<\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I semi di quello che sarebbe diventato il Web3 sono stati piantati nel 1991, quando i ricercatori W. Scott Stornetta e Stuart Haber hanno lanciato la prima blockchain - un progetto per la <strong>marcatura temporale dei documenti digitali<\/strong>. Ma l'idea non ha preso veramente piede fino al 2009, quando \u00e8 stato lanciato il bitcoin all'indomani della crisi finanziaria (e almeno parzialmente in risposta a essa) dall'inventore che si nascondeva sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. La moneta virtuale per antonomasia, e la tecnologia su cui si fonda, funzionano cos\u00ec: la propriet\u00e0 della criptovaluta viene rilevata su un libro mastro pubblico condiviso e, quando un utilizzatore vuole effettuare un trasferimento, gli \"operatori\" processano la transazione risolvendo un problema matematico complesso mediante il quale aggiungono un nuovo \"blocco\" di dati alla catena e vengono ricompensati con bitcoin di nuova creazione. Mentre la catena del bitcoin viene usata solo per i pagamenti, blockchain pi\u00f9 recenti offrono altre opzioni. Ethereum, che \u00e8 stata lanciata nel 2015, \u00e8 al tempo stesso una criptovaluta e una piattaforma che si pu\u00f2 usare per costruire altre criptovalute e altri progetti basati sulla blockchain. Gavin Wood, uno dei suoi cofondatori, ha definito Ethereum \"un solo computer per l'intero pianeta\" la cui capacit\u00e0 di elaborazione \u00e8 distribuita su tutto il pianeta e non viene controllata in nessun posto. Oggi, dopo pi\u00f9 di un decennio, i sostenitori di un web basato sulla blockchain dichiarano che siamo agli albori di una nuova era - il <strong>Web3<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Semplificando al massimo, il Web3 \u00e8 un'<strong>estensione della criptovaluta<\/strong>, che usa la blockchain in modi nuovi e a nuovi fini. Una blockchain pu\u00f2 registrare il numero di token contenuti in un portafoglio, le condizioni di un contratto che si autoesegue, o il codice di un'app decentralizzata (dApp). Non tutte le blockchain funzionano nello stesso modo, ma in linea generale le monete vengono usate come incentivi per gli operatori che processano le transazioni. Su catene \"proof of work\" come Bitcoin, risolvere i complessi problemi matematici necessari per processare le transazioni \u00e8 compito strutturalmente ad alto impegno mentale ed energetico. Sulle catene \"proof of stake\", che sono pi\u00f9 recenti ma sempre pi\u00f9 diffuse, la processazione delle transazioni richiede agli operatori semplicemente una verifica di legittimit\u00e0 - un lavoro molto pi\u00f9 efficiente. In entrambi i casi, i dati sulle transazioni sono pubblici, anche se i portafogli degli utilizzatori vengono identificati solo da un indirizzo generato crittograficamente. Le blockchain sono \"solo in scrittura\" - vuol dire che si possono aggiungere dati, ma non si possono cancellare.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":35079,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/festivaldelfuturo.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/shubham-dhage-JlijbOtSWuw-unsplash-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35079\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Web3 e le criptovalute si basano su blockchain \"permissionless\", che non hanno nessun controllo centralizzato e non impongono agli utilizzatori di fidarsi di altri utilizzatori (e nemmeno di conoscerli) per fare affari con loro. \u00c8 sostanzialmente ci\u00f2 che intendono le persone quando parlano della blockchain. \u00abIl Web3 \u00e8 un Internet di propriet\u00e0 dei costruttori e degli utilizzatori, orchestrato dai token\u00bb, dice Chris Dixon, partner della societ\u00e0 di venture capital a16z e uno dei primi sostenitori del Web3, oltre che uno dei maggiori investitori in questa nuova tecnologia, prendendo in prestito una definizione del consulente specializzato Packy McCormick. \u00c8 una rivoluzione perch\u00e9 viene a modificare una dinamica fondativa del web di oggi, in cui le aziende estraggono dagli utilizzatori tutti i possibili dati. Token e propriet\u00e0 condivisa, spiega Dixon, risolvono \u00abil problema critico dei network centralizzati, dove il valore viene accumulato da una sola azienda, che poi finisce per combattere contro i suoi utilizzatori e contro i suoi partner\u00bb.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel 2014, Wood di Ethereum ha scritto un post storico in cui delineava la sua visione della nuova era. Il Web3 \u00e8 una \"<strong>re-immaginazione delle cose per cui usiamo gi\u00e0 il web<\/strong>, ma con un modello radicalmente diverso per l'interazione tra le parti\", osservava. \"Le informazioni che riteniamo siano di pubblico dominio, le pubblichiamo. Le informazioni che assumiamo siano condivise, le mettiamo su un registro di condivisione del consenso. Le informazioni che consideriamo siano private, le teniamo segrete e non le riveliamo mai\". In questa visione, tutte le comunicazioni sono criptate, e le identit\u00e0 sono nascoste. \"In poche parole, organizziamo il sistema in modo da imporre matematicamente i nostri assunti precedenti, perch\u00e9 non ci si pu\u00f2 fidare ragionevolmente di nessun Governo o di nessuna organizzazione\".<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da allora l'idea si \u00e8 evoluta e sono cominciati ad affiorare nuovi casi d'uso. Il servizio in streaming Web3 Sound.xyz promette condizioni pi\u00f9 favorevoli per gli artisti. Videogiochi che si basano sulla blockchain, come l'emulo dei Pok\u00e9mon Axie Infinity, consentono agli utilizzatori di guadagnare soldi intanto che giocano. I cosiddetti \"stablecoin\", il cui valore \u00e8 agganciato al dollaro, all'euro o a qualche altro riferimento esterno, sono stati presentati come <strong>strumenti migliorativi del sistema finanziario globale<\/strong>. E le criptovalute hanno preso piede come soluzione per i pagamenti internazionali, specie per gli utilizzatori che operano in ambienti instabili.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u00abLa blockchain \u00e8 un nuovo tipo di computer\u00bb, mi ha detto Dixon. Proprio come ci sono voluti anni per capire la misura in cui PC e smartphone hanno trasformato il nostro modo di usare la tecnologia, la blockchain ha avuto una lunga fase di incubazione. Oggi, aggiunge, \u00abpenso che potremmo essere nel periodo aureo del Web3, con tutti gli imprenditori che ci stanno entrando\u00bb. Anche se al centro dell'attenzione ci sono stati soprattutto i prezzi folli delle transazioni, come nel caso della vendita di Beeple, la storia \u00e8 pi\u00f9 complessa. \u00abLa stragrande maggioranza delle operazioni che vedo sono molto pi\u00f9 modeste e incentrate su comunit\u00e0 specifiche\u00bb, osserva - come nel caso di Sound.xyz. Mentre il numero degli utilizzatori era un indicatore critico di successo per un'azienda del Web2, il coinvolgimento degli utilizzatori \u00e8 un indicatore pi\u00f9 attendibile di ci\u00f2 che potrebbe rappresentare il successo nel Web3.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dixon sta scommettendo forte su questo futuro. Lui e a16z hanno iniziato a puntare sul nuovo business nel 2013 e l'anno scorso hanno investito 2,2 miliardi di dollari in aziende del Web3. Il numero di sviluppatori attivi al lavoro sulla codifica del Web3 \u00e9 pressoch\u00e9 raddoppiato nel 2021, a quasi 18.000 - non un numero stratosferico a livello globale, ma comunque considerevole. Ma la notazione pi\u00f9 importante \u00e8 che i progetti Web3 sono entrati a far parte dello spirito dei tempi, e la suggestione \u00e8 innegabile.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma come ci ricordano startup di alto profilo che si sono auto immolate, come Theranos e WeWork, l'interesse del pubblico non \u00e8 tutto. Ma cosa accadr\u00e0 adesso? E a cosa dovreste prestare attenzione?<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Cosa potrebbe significare il Web3<\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Web3 presenter\u00e0 alcune differenze fondamentali rispetto al Web2: gli utilizzatori non avranno bisogno di login separati per tutti i siti che visitano, ma useranno invece un'identit\u00e0 centralizzata (probabilmente il portadocumenti criptato) che contiene tutte le loro informazioni. Avranno pi\u00f9 controllo sui siti che visiteranno, perch\u00e9 guadagneranno o compreranno dei \"gettoni\" che consentiranno loro di votare sulle decisioni o di sbloccare delle funzionalit\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non \u00e8 ancora chiaro se il prodotto sar\u00e0 veramente all'altezza delle aspettative. Le previsioni su come potrebbe apparire il Web3 una volta a regime sono solo congetture, ma alcuni progetti hanno raggiunto dimensioni di tutto rispetto. The Bored Ape Yacht Club (BAYC), NBA Top Shot e il colosso del cryptogaming Dapper Labs hanno costruito comunit\u00e0 di successo intorno agli NFT. Stanze di compensazione come Coinbase (per l'acquisto, la vendita e la conservazione di criptovalute) e OpenSea (il pi\u00f9 grande mercato digitale per crypto collectibles e NFT) hanno creato rampe di accesso al Web3 per persone che non hanno un know how tecnico sufficiente.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre aziende come Microsoft, Overstock e PayPal accettano criptovalute da anni, gli NFT - che ultimamente sono diventati molto popolari - sono il mezzo principale con cui i brand stanno sperimentando il Web3. In termini pratici, l'NFT \u00e8 una via di mezzo tra un <strong>attestato di propriet\u00e0, un certificato di autenticit\u00e0 e una tessera associativa<\/strong>. Pu\u00f2 conferire la \"propriet\u00e0\" di opere d'arte digitali (di solito la propriet\u00e0 viene registrata sulla blockchain e un link porta a un'immagine situata da qualche parte) o i diritti di accesso a un determinato gruppo. Gli NFT possono operare su una scala pi\u00f9 ridotta rispetto alle monete perch\u00e9 creano dei loro ecosistemi e non richiedono nient'altro che una comunit\u00e0 di persone che apprezzano il progetto. Per esempio, le figurine del baseball sono preziose solo per alcuni collezionisti, che per\u00f2 credono<em>&nbsp;veramente<\/em>&nbsp;nel loro valore.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le incursioni pi\u00f9 riuscite di aziende tradizionali del Web3 sono quelle che creano comunit\u00e0 o si connettono con comunit\u00e0 preesistenti. Considerate la NBA: Top Shot \u00e8 stato uno dei primi progetti NFT messi in campo da un brand tradizionale, e dava ai tifosi la possibilit\u00e0 di acquistare e vendere videoclip, denominati \"moments\" (per esempio, una schiacciata di LeBron James), che funzionano come figurine virtuali. Ha avuto successo perch\u00e9 creava un nuovo tipo di comunit\u00e0 per i fan della pallacanestro, molti dei quali collezionavano gi\u00e0 figurine dei giocatori. Altri brand di primo piano, come Nike, Adidas e Under Armour, hanno aggiunto uno strato digitale alle loro comunit\u00e0 preesistenti di collezionisti. Tutte e tre le aziende offrono NFT che si possono usare nel mondo digitale - e consentono per esempio al proprietario di creare un avatar - o danno accesso a prodotti limited edition o a vendite speciali del mondo reale. Adidas ha venduto NFT per 23 milioni di dollari in meno di un giorno e ha creato istantaneamente un mercato secondario su OpenSea, proprio come potrebbe accadere dopo una vendita limitata di nuove scarpe da basket. Analogamente, la rivista<em>&nbsp;Time<\/em>&nbsp;ha lanciato un progetto NFT per costruire una comunit\u00e0 online intorno alla sua lunga e prestigiosa storia.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bored Ape Yacht Club \u00e8 il caso pi\u00f9 brillante di popolarizzazione di un progetto NFT. Combinando pubblicit\u00e0 ed esclusivit\u00e0, BAYC d\u00e0 accesso a party reali e a eventi online, oltre a conferire diritti di utilizzo dell'immagine della scimmia - a tutto beneficio del brand. L'NFT di una scimmia fa entrare il suo proprietario in un club esclusivo, sia figurativamente sia letteralmente.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una lezione che possiamo trarre da questi sforzi \u00e8 che le rampe di accesso contano, ma diventano meno importanti a fronte di un maggior <strong>coinvolgimento della comunit\u00e0<\/strong>. Ottenere un crypto wallet non \u00e8 difficile, ma \u00e8 un passo aggiuntivo. Perci\u00f2 Top Shot non lo richiede - gli utilizzatori possono semplicemente inserire i dati della carta di credito - il che l'ha aiutata ad acquisire utilizzatori privi di familiarit\u00e0 con gli NFT. The Bored Ape Yacht Club era un business di nicchia, ma quando \u00e8 decollato ha fatto da catalizzatore per la creazione di wallet e per l'ulteriore sviluppo di OpenSea.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcune aziende hanno avuto esperienze pi\u00f9 complesse con progetti NFT e caratteristiche crypto. Per esempio, quando Jason Citron, il CEO di Discord, un servizio di comunicazione in voce, video e testo, ha accennato all'idea di introdurre una caratteristica in grado di connettere l'app ai crypto wallet, gli utilizzatori si sono ammutinati, costringendolo a dichiarare che l'azienda \u00abnon aveva in corso piani\u00bb per lanciare quell'innovazione. Il brand di biancheria intima Me Undies e la sezione britannica del World Wildlife Fund hanno abbandonato velocemente i progetti NFT dopo la rivolta dei clienti e dei soci, infuriati per l'impatto ambientale. Anche i casi di successo hanno incontrato serie difficolt\u00e0. Nike sta combattendo una battaglia legale per far \"distruggere\" NFT non autorizzati, e OpenSea deve vedersela con un gran numero di imitatori. Poich\u00e9 la blockchain \u00e8 immutabile, questa sua caratteristica pone questioni giuridiche nuove e non \u00e8 chiaro come faranno le aziende a gestire il problema. Inoltre, ultimamente, il mercato degli NFT si bloccato del tutto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le aziende che stanno valutando la possibilit\u00e0 di entrare in questo ambito dovrebbero ricordarsi che il <strong>Web3 \u00e8 polarizzante<\/strong> e che non ci sono garanzie di sorta. Tra i numerosi aspetti controversi, il pi\u00f9 importante \u00e8 la contrapposizione tra coloro che credono in ci\u00f2 che<em>&nbsp;potrebbe<\/em>&nbsp;essere il Web3 e i critici che ne denunciano i tanti limiti attuali.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Le accuse al Web3<\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli esordi di una tecnologia sono sempre ricchi di promesse. Le possibilit\u00e0 sono infinite, e l'attenzione degli osservatori si concentra su ci\u00f2 che pu\u00f2 fare - o che&nbsp;<em>far\u00e0<\/em>, secondo gli ottimisti. Sono abbastanza vecchio per ricordarmi di quando si diceva che il dialogo totalmente aperto consentito da Twitter e Facebook avrebbe diffuso la democrazia in tutto il mondo. Poich\u00e9 l'aura di inevitabilit\u00e0 (e di profittabilit\u00e0) del Web3 continua a fare nuovi proseliti, bisogna tener conto di ci\u00f2 che potrebbe andare storto e prendere atto di ci\u00f2 che va<em>&nbsp;gi\u00e0<\/em>&nbsp;storto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La speculazione abbonda.<\/strong>&nbsp;Gli scettici affermano che, nonostante tutta la retorica sulla democratizzazione, i diritti di propriet\u00e0 e la costruzione di una enorme ricchezza per tutti, il Web 3 non \u00e8 altro che una gigantesca <strong>economia speculativa <\/strong>destinata a rendere ancora pi\u00f9 ricchi alcuni ricchi di oggi. \u00c8 facile capire come si giustifica questa argomentazione. Il primo 0,01% dei proprietari di Bitcoin possiede il 27% dell'offerta totale. Sono stati riferiti casi di wash trading, o vendita di asset a se stessi, e manipolazione del mercato sia nelle criptovalute sia negli NFT, meccanismi che fanno aumentare artificiosamente il valore e consentono ai proprietari di guadagnare monete digitali con operazioni fasulle. In un'intervista trasmessa sul podcast&nbsp;<em>The Dig<\/em>, i giornalisti Edward Ongweso Jr. e Jacob Silverman hanno descritto l'intero sistema come un elaborato spostamento di ricchezza verso l'alto. Su&nbsp;<em>The Atlantic<\/em>, l'investitore Rex Woodbury ha definito il Web3 \"la finanziarizzazione di tutto\" (e non in senso buono). A un livello pi\u00f9 analitico, Molly White, un'ingegnera informatica, ha creato il sito <em>Web3 Is Going Just Great<\/em>, dove denuncia il malaffare che imperversa nel mondo del Web3, mettendo in luce le insidie di questo Far West contemporaneo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>La natura imprevedibile e speculativa dei mercati potrebbe essere una caratteristica permanente, non un baco del sistema. <\/strong>Secondo il tecnologo David Rosenthal, la speculazione sulle criptovalute \u00e8 il motore che alimenta il Web3 - che non potrebbe funzionare in sua assenza. \u00abUna blockchain permissionless&nbsp;<em>ha bisogno<\/em> di una criptovaluta per funzionare e questa criptovaluta&nbsp;<em>ha bisogno<\/em>&nbsp;della speculazione per funzionare\u00bb, ha detto in un discorso tenuto a Stanford all'inizio del 2022. In buona sostanza, egli descrive uno schema a piramide: le blockchain devono dare qualcosa alle persone in cambio del loro concorso volontario all'elaborazione informatica e le criptovalute sono la ricompensa - ma il sistema funziona solo se altri sono disposti ad acquistarle nella convinzione che varranno di pi\u00f9 in futuro. Stephen Diehl, tecnologo e nemico giurato del Web, ha liquidato elegantemente la blockchain come \u00abun meccanismo statico la cui sola applicazione \u00e8 la creazione di schemi di investimento in criptovalute che resistono alla censura, un'invenzione le cui esternalit\u00e0 negative e la cui nocivit\u00e0 potenziale superano di gran lunga tutti i possibili utilizzi\u00bb.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>\u00c8 una tecnologia poco pratica (e<em>&nbsp;costosa<\/em>)<\/strong>.&nbsp;Sono in molti a domandarsi se il Web3 - o pi\u00f9 in generale la blockchain - pu\u00f2 essere veramente la tecnologia che definir\u00e0 la prossima era di Internet. \u00abAnche se condividete la filosofia e logica economica che ci stanno dietro, le criptovalute sono un disastro annunciato in termini di architettura software\u00bb, dice Grady Booch, chief scientist for software engineering di IBM Research. La tecnologia comporta sempre dei trade-off, ha spiegato Booch in una conversazione su Twitter Spaces, e il costo di un sistema \"trustless\" \u00e8 la sua intrinseca inefficienza, che gli consente di processare solo un numero limitato di transazioni al minuto - pochissimi dati rispetto a quelli che \u00e8 in grado di processare un sistema centralizzato come, per dire, Amazon Web Services. La decentralizzazione rende la tecnologia pi\u00f9 complicata e ulteriormente inavvicinabile, anzich\u00e9 pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 accessibile, per gli utilizzatori inesperti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche se il problema si pu\u00f2 risolvere aggiungendo nuovi strati in grado di accelerare i processi, in questo modo si rende pi\u00f9 centralizzato l'intero sistema, vanificandone lo scopo. Moxie Marlinspike, fondatore dell'app di messaggistica criptata Signal, la mette in questi termini: \u00abNel momento in cui un ecosistema distribuito si centralizza per comodit\u00e0 intorno a una piattaforma, unisce il peggio dei due mondi: il controllo \u00e8 centralizzato, ma il sistema \u00e8 ancora abbastanza distribuito da restare bloccato nel tempo\u00bb.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo momento, l'inefficienza della blockchain ha un costo tutt'altro che trascurabile. I costi di transazione su Bitcoin ed Ethereum (che li chiama gas fee), possono andare da una decina ad alcune centinaia di dollari. Archiviare un megabyte di dati sul registro distribuito di una blockchain pu\u00f2 costare migliaia, o addirittura decine di migliaia, di dollari - s\u00ec, avete letto giusto. Ecco perch\u00e9 probabilmente in realt\u00e0 l'NFT che avete acquistato non sta su una blockchain. Il codice che designa la vostra propriet\u00e0 include un indirizzo, che \u00e8 quello del luogo virtuale in cui si trova l'immagine. Ci\u00f2 pu\u00f2 causare, e ha causato effettivamente, dei problemi, tra cui la sparizione del vostro costoso acquisto se il server su cui si trova <em>effettivamente<\/em>&nbsp;smette di funzionare.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Consente molestie e abusi<\/strong>.&nbsp;La possibilit\u00e0 di conseguenze disastrose indesiderate \u00e8 molto concreta. \"Mentre i sostenitori della blockchain parlano di un \u201cfuturo del web\u201d basato sui registri pubblici, sull'anonimato e sull'immutabilit\u00e0\", scrive Molly White, \"coloro che sono stati molestati online inorridiscono, perch\u00e9 ovvi strumenti di molestie e abusi vengono trascurati, se non presentati come caratteristiche positive\". Anche se i crypto wallet assicurano teoricamente l'anonimato, il fatto che le transazioni siano pubbliche implica che si possono far risalire ai singoli individui. (L'FBI \u00e8 molto bravo in questo, il che spiega perch\u00e9 le operazioni criptate non si prestano bene all'attivit\u00e0 criminale). \"Immaginate cosa accadrebbe se, quando pagate con Venmo met\u00e0 del conto del ristorante all'amico che avete conosciuto su Tinder, gli altri potessero vedere tutte le altre transazioni che avete fatto in precedenza\", con altri corteggiatori, con lo psicoterapeuta e con il droghiere sotto casa. Nelle mani di un ex partner manesco o di uno stalker, quelle informazioni potrebbero mettere in pericolo la vostra vita.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L'immutabilit\u00e0 della blockchain implica inoltre che i dati non si possono distruggere. Non c'\u00e8 modo di cancellare alcunch\u00e9, da un post deplorevole al revenge porn. L'immutabilit\u00e0 potrebbe anche creare grossi problemi per il Web3 in alcune parti del mondo, come l'Europa, dove la General Data Protection Regulation (GDPR) assicura il diritto alla cancellazione dei dati personali.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>Attualmente \u00e8 molto dannoso per l'ambiente.<\/strong>&nbsp;L'impatto ambientale del Web3 \u00e8 molto pesante ed estremamente dannoso. Si pu\u00f2 dividere in due categorie: uso dell'energia e rifiuti tecnologici, entrambi prodotti dell'attivit\u00e0 di mining. Mettere in moto un network che dipende da supercomputer in competizione tra loro per la soluzione di equazioni complesse, tutte le volte che volete salvare dei dati su una blockchain, assorbe un'enorme quantit\u00e0 di energia. Genera anche rifiuti elettronici: secondo Rosenthal, il bitcoin produce \u00abmediamente i rifiuti elettronici di un intero MacBook Air per ogni transazione \u201ceconomicamente significativa\u201d\u00bb, perch\u00e9 i miner usano grosse quantit\u00e0 di hardware. La ricerca su cui fonda questa affermazione, condotta da Alex de Vries e Christin Stoll, dimostra che i rifiuti elettronici creati annualmente da Bitcoin equivalgono a quelli prodotti da un Paese delle dimensioni dell'Olanda.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u00c8 difficile prevedere se e come questi problemi saranno risolti, anche perch\u00e9 non \u00e8 ancora chiaro se il Web3 prender\u00e0 veramente piede. La blockchain \u00e8 una tecnologia in cerca di un uso reale, dice l'esperto di tecnologia Evgeny Morozov. \u00abIl modello di business di quasi tutte le iniziative commerciali che si fondano sul Web3 \u00e8 estremamente autoreferenziale e si nutre della fede della gente nel passaggio inevitabile dal Web 2.0 al Web3\u00bb. Tim O'Reilly, che ha coniato il termine \" Web 2.0\" per descrivere il predominio delle piattaforme nei primi anni Duemila, afferma che stiamo assistendo a un boom di investimenti che ricorda da vicino l'era delle dot.com prima dell'implosione. \u00abWeb 2.0 non era semplicemente il nome di una versione; indicava la rinascita del web dopo il tracollo delle dot.com\u00bb, dice. \u00abNon penso che potremmo chiamare il Web3 con questo nome se non dopo la fine delle criptovalute, perch\u00e9 solo allora riusciremo a capire cos'\u00e8 rimasto in piedi\u00bb.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se \u00e8 vero, allora l'innovazione arriver\u00e0 imponendo un costo significativo. Come osserva Hilary Allen, una docente di diritto della American University, oggi il sistema, \u00abrispecchia e amplifica le fragilit\u00e0 delle innovazioni bancarie che hanno prodotto la crisi finanziaria del 2008\u00bb. Se esplodesse, la bolla del Web3, potrebbe lasciare molta gente nelle peste.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3>Siamo tornati agli inizi<\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma dove sta andando esattamente il Web3? Il cofondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, ha espresso delle preoccupazioni sulla direzione che sta prendendo la sua creatura, ma continua a essere ottimista. Rispondendo a Marlinspike sulla pagina Reddit di Ethereum, ha riconosciuto che il fondatore di Signal presentava \"una critica corretta alla<em>&nbsp;situazione attuale<\/em>&nbsp;dell'ecosistema\", ma ribadiva che il web decentralizzato stia guadagnando terreno, e piuttosto rapidamente. Tra poco, il lavoro attualmente in corso - la creazione di librerie di codice - faciliter\u00e0 per altri sviluppatori la collaborazione su progetti Web3. \u00abIo penso che il mondo della blockchain decentralizzata e correttamente autorizzata sia ormai prossimo e molto pi\u00f9 vicino di quanto non si pensi comunemente\u00bb.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tanto per cominciare, la proof of work - il sistema strutturalmente inefficiente su cui si reggono Bitcoin ed Ethereum, sta andando fuori moda. Anzich\u00e9 dal mining, che impiega enormi quantit\u00e0 di energia, la validazione viene sempre pi\u00f9 frequentemente da utilizzatori-soci chiamati ad approvare le transazioni. Ethereum stima che il passaggio alla proof of stake ridurr\u00e0 l\u2019impiego di energia del 99,95%, rendendo nel contempo la piattaforma pi\u00f9 veloce e pi\u00f9 efficiente. Solana, una nuova blockchain che usa la proof of stake e la \"proof of history\", un meccanismo che si basa sulla marcatura temporale, \u00e8 in grado di processare 65.000 transazioni al secondo (contro le 15 e le 7 che processano oggi, rispettivamente, Ethereum e Bitcoin) e impiega pi\u00f9 o meno la stessa energia di due ricerche su Google - un consumo che compensa con l'acquisto di crediti di carbonio.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcune aziende stanno adottando un approccio ibrido alla blockchain, che offre gli stessi benefici senza comportarne i limiti. \u00abCi sono tante nuove architetture realmente interessanti, che mettono sulla blockchain certe cose ma non altre\u00bb, mi ha detto Buterin. Un social network, per esempio, potrebbe registrare sulla blockchain i vostri follower e le persone che seguite, ma non i vostri post, dandovi cos\u00ec la possibilit\u00e0 di cancellarli.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I modelli ibridi possono anche aiutare ad affrontare i vincoli della GDPR e di altre normative. \u00abPer rispettare il diritto alla cancellazione\u00bb, spiegano Cindy Compert, Maurizio Luinetti e Bertrand Portier in libro bianco pubblicato da IBM, \u00abi dati personali andrebbero isolati dalla blockchain in un deposito di data store esterno alla catena, lasciando esposti sulla blockchain solo i riferimenti crittografici\". In questo modo, i dati personali si possono cancellare nel rispetto della GDPR senza danneggiare la catena.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Bene o male, la regolamentazione arriver\u00e0 - lentamente - e definir\u00e0 il prossimo capitolo del Web3. La Cina ha messo al bando le criptovalute, come hanno fatto anche Algeria, Bangladesh, Egitto, Iraq, Marocco, Oman, Qatar e Tunisia. L'Europa sta prendendo in considerazione norme ambientali che dovrebbero limitare o vietare del tutto le blockchain incentrate sulla proof of work. Negli Stati Uniti, l'amministrazione Biden ha emesso nel mese di marzo un ordine esecutivo che impone al governo federale di predisporre la regolamentazione delle criptovalute.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con tutti questi aspetti ancora in discussione, il Web3 rimane una scommessa ad alto rischio e alti guadagni. Certe aziende e certi settori hanno pi\u00f9 interesse di altri a tentare la fortuna, specie quelli che sono stati tagliati fuori in ere precedenti del Web. Non \u00e8 un caso che una media company come&nbsp;<em>Time<\/em>&nbsp;sia interessata alle opportunit\u00e0 offerte dal Web3 dopo la frantumazione del suo modello di business da parte del Web2. Altre organizzazioni - come Nike e la NBA, che hanno gi\u00e0 sperimentato vendite contingentate e fasi di commoditizzazione - potrebbero scoprire che i loro modelli di business si integrano agevolmente nel nuovo ambiente virtuale. Altre imprese non avranno di fronte una scelta cos\u00ec facile.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Gli ambiziosi proclami che circondano il Web3 - che conquister\u00e0 Internet, ribalter\u00e0 il sistema finanziario, ridistribuir\u00e0 la ricchezza e render\u00e0 nuovamente democratica la Rete - andrebbero presi con le pinze. Abbiamo gi\u00e0 sentito dire tutte queste cose e abbiamo gi\u00e0 visto casi di euforia da Web3 finire in una bolla di sapone. Ma ci\u00f2 non significa che si dovrebbe darlo gi\u00e0 per finito. Forse esploder\u00e0, forse fallir\u00e0, ma in qualche modo rester\u00e0 comunque con noi. La versione che si affermer\u00e0 - e il modo in cui reagir\u00e0 la vostra azienda - potrebbero determinare il futuro dell'economia digitale e della vita che vivremo online nella prossima era di Internet. Per ora, quel futuro \u00e8 ancora a portata di mano. Nulla, dopotutto, \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Thomas Stackpole&nbsp;\u00e8 senior editor della&nbsp;<em>Harvard Business Review<\/em>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":""},"categories":[8],"tags":[164,697,49,17,83,129,696],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u00c8 il Web3 il futuro di Internet? - Festival del Futuro<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Probabilmente, era solo un vago accenno a una nuova tecnologia che avrebbe potuto cambiare tutto. 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